Fare e disfare è tutto un bell’andare

E la UE condanna l’Italia per discriminazione nelle graduatorie



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

28 OTTOBRE 2006 (Edizione aggiornata il 29 ottobre e il 31 ottobre 2006) – Secondo una testimonianza, ancora non confermata, il viceministro dell’Istruzione Mariangela Bastico durante un incontro organizzato a Roma dai Ds avrebbe annunciato che gli emendamenti alla norma del Disegno di Legge finanziaria relativa all’abrogazione delle graduatorie e presentati da Folena e De Simone non saranno accolti in Parlamento. La notizia sta destando molto sconcerto tra i docenti precari della scuola. Secondo indiscrezioni, alla fine dell'incontro alcuni insegnanti precari hanno avvicinato il viceministro, che ha dedicato loro tempo e molta cortesia. I precari avrebbero manifestato alla Bastico le proprie preoccupazioni. Il viceministro avrebbe rassicurato i presenti sul fatto che alla fine, secondo i calcoli che stanno facendo al ministero della Pubblica Istruzione, le 150.000 immissioni in ruolo copriranno il numero dei precari storici che si trovano nelle graduatorie. Un'ipotesi che tuttavia da giorni viene contestata dai popolo internettiano dei precari. Che peraltro non sanno ancora cosa si intenda per "sistema di accompagnamento" previsto dal ministero a favore dei precari che invece non saranno assunti in ruolo entro il 2010. Questa data è indicata dall'art.66 del Disegno di Legge Finanziaria, destinata a subire modifiche di ancora sconosciuta valenza, come termine di validità delle graduatorie permanenti e di merito. La domanda che molti si stanno ponendo è se l'ipotetica e futura graduatoria degli "esclusi" servirà per future immissioni in ruolo oppure se servirà solo per le supplenze.  Intanto domani 30 ottobre alle 17 si svolgerà a Bari (Sala Fortino Sant'Antonio) un'iniziativa promossa da Rifondazione Comunista dal titolo "Finanziaria, reclutamento, graduatorie, corsi abilitanti". Ci saranno, tra gli altri, le parlamentari Alba Sasso e Titti De Simone, già protagoniste (nel bene e nel male a seconda dei gusti) del dibattito parlamentare sul "doppio punteggio", e che grande ruolo hanno avuto e avranno nelle prossime ore nella redazione delle nuove norme sul reclutamento.

Ma dove non può l'italiano ci riesce lo straniero. Il sito www.vincenzobrancatisano.it  può anticipare che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una pesante ammenda per discriminazioni, basate sulla nazionalità, nella valutazione dei punti conseguiti nei Paesi Ue da insegnanti stranieri iscritti nelle graduatorie italiane per l’accesso al ruolo e alle supplenze. Scoperta, processata e condannata, dunque, la disciminazione orizzontale, cioè basata sulla nazionalità (e qui sia concessa l’ironia), ma tollerata per anni e fino al 2007 quella verticale, giustificata dall’altitudine. Naturalmente fino a quando nessuno prenderà carta e penna e denuncerà in Europa le discriminazioni che in Italia magistrati e legislatori continuano a ignorare.   

 

E a Bari... scoppiò la protesta dei precari


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