E’ finita, per legge, l’epoca dei soprusi e degli inadempimenti

Finalmente il decreto, rivoluzione a scuola

D’ora in poi pagamenti puntuali, spezzoni accorpati, assunzioni

Contratti a termine reiterabili solo per 18 anni, soddisfatti i precari



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

5 SETTEMBRE 2007 – Giro di vite contro il fannullismo e contro i gravi inadempimenti che si perpetrano nelle scuole. Riferiscono oggi tutte le agenzie di stampa che il ministro della pubblica Istruzione scenderà in campo in prima persona per prendere a schiaffi, prima, e licenziare, poi, i responsabili dei mancati pagamenti dei commissari agli esami di Stato 2007. La notizia ha dato molto sollievo ad alcune migliaia di docenti che sono stati impegnati e non ancora retribuiti come commissari, segretari e presidenti negli ex, e tuttora inutili esami di maturità. Grazie a Fioroni e alle sue continue trovate contro i responsabili degi gravi inadempimenti e dunque dello sfascio della scuola pubblica, d’ora in poi tutti gli insegnanti precari riceveranno lo stipendio di settembre già a settembre, quello di ottobre a ottobre e così via. Il Tfr sarà pagato come previsto dalle norme vigenti entro il primo mese successivo al licenziamento e nessun supplente potrà più essere licenziato-riassunto-licenziato-riassunto in occasione della fine delle lezioni e degli scrutini, in applicazione di una forma originale del Job on call, il lavoro a chiamata di biagiana memoria. Infine, è stata scritta la parola fine anche sul vergognoso abuso dei contratti a termine che dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione del testo approvato oggi sulla Gazzetta ufficiale potranno essere reiterati massimo per 18 anni consecutivi: in caso di violazione della norma salvadignità, fortissimamente voluta dal duo Fioroni-Bastico, il docente riassunto come precario anche in epoca successiva al compimento del diciottesimo Csa (contratto di sfruttamento annuale) potrà, entro il termine annuale di prescrizione, fare richiesta di spiegazioni formali che saranno fornite entro il termine perentorio di 24 ore  su piatto d’argento unitamente all’assunzione in prova con bacio in fronte. Al docente abusato e neoassunto –  altra novità – verranno evitati il periodo di prova e l’annesso anno di formazione, previa apposizione di una firma da parte del docente sotto la dicitura “Ho già dato” vergata in rilievo e la pubblicazione del provvedimento sulla testata vincenzobrancatisano.it. Il comma settimo dell’articolo unico introduce infine una novità destinata a sconfiggere definitivamente il precariato. Gli spezzoni di cattedra scoperta inferiori alle sette ore settimanali non saranno più tenute nascoste per essere date in pasto a chi già lavora ma saranno sommati tra loro. Alcuni funzionari del ministero avrebbero scoperto che così facendo si potrebbero costituire alcune migliaia di cattedre intere che, essendo prive di titolare, potrebbero addirittura – sempre stando alla preziosa intuizione – essere pagate fino al 31 agosto di ogni anno, «anche perché – ha commentato soddisfatto uno dei funzionari davanti alle telecamere di Emilio Fede – se noi diamo queste ore a chi è di ruolo lo Stato ci rimette visto che chi è di ruolo percepisce un compenso orario più alto». Il decreto odierno, al quale tutti i telegiornali stanno dando ampio risalto, è destinato a rilanciare l’immagine della scuola pubblica italiana come luogo dove ciascuno fa il proprio dovere in fondo e come sede naturale della difesa del diritto e della dignità delle persone.

 

 

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