Precari, una montagna di posti vacanti



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

MODENA, 12 FEBBRAIO 2007 – Non c’è pace per i precari della scuola. E’ il commento del segretario provinciale della Cisl-scuola di Modena, Luigi Belluzzi, sull’esito della sentenza della Corte Costituzionale che, come abbiamo anticipato, ha annullato il “doppio punteggio di montagna”, creando gravi disagi ai lavoratori. Che potrebbero essere compensati, secondo Belluzzi, da un provvedimento politico che conduca alla “immissione in ruolo da subito dei precari. Le risorse ci sono, è solo questione, per i politici, di fare le scelte che contano per la società”. E ancora: “La prima istituzione sociale non può più avere precariato”. La richiesta fa leva sui dati ancora inediti sebbene ufficiali dell’Ufficio scolastico provinciale (già Csa) relativi al maxi esodo degli insegnanti, anche giovani, che andranno in pensione il prossimo 1 settembre 2007 liberando centinaia di cattedre. Saranno ben 464 i lavoratori che abbandoneranno il lavoro e in questo la Cisl vede un “altro sintomo del disagio che vive il personale della scuola”. Ma torniamo al doppio punteggio, riconosciuto nel 2004 dalla legge 143, approvata da tutte le forze politiche, e dichiarata incostituzionale dalla Consulta nei giorni scorsi. I docenti che hanno accumulato punti in più scegliendo sedi situate sopra i 600 metri non potranno più utilizzarli in occasione della imminente riapertura delle graduatorie provinciali per scavalcare i colleghi di pianura. Né potranno utilizzarli per le immissioni in ruolo, anch’esse imminenti sempre che gli annunci contenuti nella Finanziaria risulteranno compatibili con le esigenze economiche cui è subordinata la firma dei contratti a tempo indeterminato. Si tratta di una sentenza, commenta Belluzzi, “che, se da un lato ripristinerà diritti, dall’altro rischia di riaccendere una guerra tra poveri, che potrebbe mettere gli uni contro gli altri, armati di ricorsi e controricorsi”. E ancora: “Spiace constatare – denuncia Belluzzi – che su tutta la vicenda ci sia chi cerca nuovamente di speculare, così come ha speculato prima quando ha fatto di tutto per pretendere di spezzare le cattedre in scuole di montagna fino al minimo orario possibile, spiace il tentativo di aizzare la rabbia di che è stato defraudato e penalizzato”. Quanto alle accuse è probabile che Belluzzi si riferisca ad altri sindacati, ma anche la Cisl ha consigliato ai precari (oggi imbestialiti) di recarsi in montagna pur di ottenere il bonus, oggi non più utilizzabile. Tuttavia, “non sarebbe fuori luogo ricordare – precisa Belluzzi – che la legge istitutiva fu approvata da tutti i gruppi parlamentari. Come sarebbe giusto ricordare anche i ricorsi dei sindacati presentati al Tar del Lazio e da questo rigettati”. Intanto il governo potrebbe abrogare con decreto il doppio punteggio ottenuto da chi ha lavorato in carcere e nelle isole minori, privilegio assurdo ma ancora in vigore. Gli aventi diritto modenesi al pensionamento dal 1 settembre 2007 sono 464 (91 maschi e 373 femmine) e non sono tanto vecchi. Scorporando i dati ufficiali dell’Usp, elaborati dalla Cisl Scuola, si scopre che si tratta di 367 docenti (primato nella scuola primaria con 92 pensionamenti, 99 nelle materie letterarie, di cui 66 nelle medie), 75 Ata, di cui 55 bidelli, e 22 dirigenti scolastici: 7 titolari e 15 incaricati. Dunque, rileviamo noi, 15 se ne andranno in pensione come “preside precario”. Su 367 docenti, 186 (più della metà) compiono i 57 anni nel 2007, ultima finestra per uscire con i 35anni di servizio e 57 d’età, soltanto 18 hanno raggiunto i limiti d’età e solo 18 hanno i limiti d’anzianità di servizio.  (Brancatisano sulla Gazzetta di Modena del 10 febbraio 2007)

 

 

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