Le inchieste di
Brancatisano
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Enna, città che non rispetta i pedoni

Inchiesta fotografica
Testo e foto di Vincenzo Brancatisano
16 luglio 2006 – A Enna i pedoni camminano
in strada. E le auto, se potessero, scorrazzerebbero sui marciapiedi. Non lo
possono fare, anche perché talvolta i marciapiedi mancano. E allora le
automobili, e con esse suv, camioncini e motorini rumorosi e inquinanti,
coabitano con i pedoni nel bel mezzo della strada. Bambini e ragazzi, signore
con la spesa in una mano o con il braccio al collo e anziani con il bastone
nell’altra, s’inerpicano ogni giorno lungo la bella via Roma che divide in due
la città alta dal crocicchio irrespirabile della Balata, al Castello di
Lombardia. E’ irrespirabile, l’infernale-ingovernato-rumoroso crocicchio,
perchè infestato di inquinanti e da polveri. Sottili ma killer. E dove sono le
centraline che le misurano? Non sarebbe ora di emulare le città del nord e bloccare
il traffico in casi di superamento dei limiti?

Eppure basterebbe poco per
rendere più accettabile la vita degli Ennesi che in epoche certo meno
illuminate dal progresso conobbero più luminosi difensori. Come Marco Tullio
Cicerone che si oppose al “depredatore di templi Caio Licinio Verre,
governatore romano dell’Isola”. Così recita una lapide appiccicata alla
facciata della casa che lo ospitò, proprio in via Roma. Basterebbe poco,
pensiamo. Mentre altre città hanno realizzato da 30 anni chilometri di piste
ciclabili, a Enna ora si potrebbero disegnare a terra le piste pedonali,
proibendo a veicoli e negozianti di impossessarsene, garantendo così la
sicurezza ai pedoni. Peraltro, la rimozione forzata di una decina di automobili
in doppia fila che a turno inibisce il deflusso del traffico nei tratti più
critici (accompagnata dall’eliminazione di molti permessi-parcheggio e dal
potenziamento dei bus) sarebbe un’opera proficua ancorchè titanica per il
nutrito gruppo di vigili municipali e ausiliari che osservano il traffico. Ma
in altre città, come Mantova, ai vigili occorrerebbero pochi minuti per
conseguire il doppio di questi obiettivi.

E non è un caso se Mantova guida
la classifica delle città più rispettose del vivere compilata da Legambiente
con l’indagine “Ecosistema urbano 2006”. E pensare che Enna, che compare invece
negli ultimi posti in quasi tutte le graduatorie contenute in quell’indagine
(che si basa su traffico e smog) è invece prima per minor consumo di
carburanti: 236 kep (chili petrolio equivalenti) per abitante/anno, contro i
414 di Milano e i 681 di Ragusa. Enna, inoltre, si attesta al nono posto nella
classifica delle città italiane per minor numero di auto circolanti/100
abitanti. Pochi inquinatori, ma ben organizzati, si potrebbe dire scherzando,
ma la situazione è seria. E non serve nascondersi dietro al dito che
indicherebbe Enna (dove sono le prove?) come la città più vivibile della
Sicilia.

La situazione è nota agli
amministratori pubblici. Da anni. L’articolo intitolato “Aiuto, l’ecosistema
urbano frana” è apparso sul numero di febbraio 2002 di “Enna Provincia”, la
rivista ufficiale dell’amministrazione provinciale. Giuseppe Amato ricorda nel
suo pezzo l’appello di Legambiente “alle istituzioni ennesi per programmare le
future scelte amministrative in funzione del raggiungimento di alcuni, tutto
sommato facili, obiettivi per la vivibilità della città”. Erano otto. Eccone
quattro: 1) Si posizionino centraline fisse per il monitoraggio delle
condizioni dell’aria e dell’inquinamento acustico nel centro urbano (almeno
cinque: due ad Enna Alta, due ad Enna Bassa e una a Pergusa); 2) Si definiscano
le piste ciclabili lungo le principali vie di Enna Bassa e Pergusa dotandole di
rastrelliere e di bici da nolo; 3) Si individuino delle aree del centro storico
da poter trasformare in isole pedonali permanenti o in ZTL (zone a traffico
limitato, ndr.) aperte solo agli operatori ed ai residenti con la creazione di
parcheggi scambiatori e di navette o mezzi alternativi al traffico su gomma; 4)
Si attui una vera e propria Agenda della Compatibilità ambientale cittadina ove
vengano inseriti i progetti mirati ad innalzare la sostenibilità della
pianificazione futura della città stessa”.

L’amministrazione comunale di
Enna in questo periodo non se la passa bene. Il 23 dicembre 2005 è sato
decretato il dissesto finanziario, gli impiegati attendono di essere
retribuiti, i tributi comunali sono stati aumentati, la Regione prepara un
intervento straordinario. Sarebbe ingeneroso dire che in tema di traffico se ne
stia con le mani in mano. Con ordinanze 151-152 del 4 luglio 2005, il Sindaco
Rino Agnello è intervenuto sulla circolazione estiva, per “incentivare –
spiegava il primo cittadino – la presenza dei nostri concittadini nel centro
storico della nostra città”. Grazie “al clima estivo e all’assenza di
automobili – prediceva Agnello – sarà certamente piacevole fare due passi nel
cuore della città, facendo magari con tranquillità gli acquisti, in
concomitanza con l’apertura della stagione degli sconti, oppure per riscoprire
semplicemente il piacere di una tranquilla passeggiata”. Così, nel tratto
compreso tra il n. 316 di Via Roma e Piazza Coppola, il traffico veicolare è
stato interdetto dal 4 luglio al 21 agosto 2005. Provvedimenti estivi, dicevamo,
Ma ormai, come avviene in molte città, servono interventi strutturali, prima di
dover giungere a quelli illiberali.

Del resto, il sindaco lo aveva
promesso nel suo programma elettorale: “Programmare lo sviluppo della città –
chiariva agli elettori il già segretario dell’ex Democrazia Cristiana –
significa realizzare un programma comunale di sviluppo economico e sociale
partendo dai bisogni e dai problemi veri della città e dei cittadini”. Aiutare,
insomma, il commercio locale. Ma con un piano “che tenga conto degli orari
della città (carico/scarico merci), della riqualificazione e arredo del centro
storico, dell’organizzazione della circolazione veicolare e dei parcheggi”.
Agnello s’è inoltre impegnato a garantire “il diritto ad una residenza vivibile,
piacevole e sicura, al riparo dai pericoli per la salute pubblica, quali lo
smog o lo stress da auto”. Si legge ancora nel suo programma che “l’obiettivo
di riqualificare il ruolo e l’immagine della città di Enna sarà affrontato
ponendosi, in primo luogo, il problema della manutenzione ordinaria e
straordinaria del sistema viario locale, dell’accessibilità alla città, della
mobilità e dei tempi, del sistema dei parcheggi e delle soste”. E ancora: “Non
si potrà infatti avere una valorizzazione della città e delle sue attività
commerciali se accedere ad Enna e parcheggiarvi continuerà ad essere un
problema irrisolto. In quest’ottica obiettivo prioritario sarà un deciso
intervento in materia di traffico veicolare con la predisposizione ed
attuazione di un Piano della mobilità, dei parcheggi e del trasporto pubblico
che, attraverso una forte regia comunale e con l’apporto anche di risorse
economiche private e la ricerca di apporti finanziari europei, riorganizzi il
sistema dei parcheggi fortemente interconnesso con quello dei trasporti
pubblici efficienti ed adeguati al sistema viario della città storica”. Parole
sante.


L’inchiesta di Vincenzo Brancatisano è stata già pubblicata dal Quotidiano
di Sicilia.
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