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Ma parla chi non sa. www.vincenzobrancatisano.it
Riesplode il caso Di Bella. Il Ministro della Salute, Francesco Storace,
promette l’istituzione di una commissione per far luce sulla sperimentazione
della Multiterapia Di Bella (Mdb) bocciata nel 1998 dopo una frettolosissima
sperimentazione durata poche settimane. Tanto è bastato a far imbestialire
la comunità scientifica, alla quale va però sempre ricordato che, solo
in Italia, a fronte di lenti ma importanti conquiste, ogni anno muoiono
di cancro 165.000 persone. ![]() Molte delle interrogazioni parlamentari citate riprendono interi brani del libro "Un po’ di verità sulla Terapia Di Bella", anche se non lo citano espressamente. Il settimanale Panorama, citato in una di esse, pubblica ad esempio 3 pagine dedicate al libro di Brancatisano. Interrogazioni parlamentari 2 Da pag. 33018 del testo parlamentare Scheda del libro e acquisto. Si moltiplicano le interrogazioni parlamentari per chiedere chiarimenti al ministro della Sanità sugli interrogativi contenuti nel libro di Vincenzo Brancatisano "Un po' di verità sulla terapia Di Bella". L'ultima in ordine di tempo è quella di Carlo Giovanardi, vicepresidente della Camera, che chiede al ministro "se non ritenga necessario reimpostare una seria sperimentazione, per rispondere ai tanti interrogativi che questa vicenda ha lasciato in sospeso" (Gazzetta di Modena, 08 / 02 / 2000) Grande affluenza venerdì sera all'hotel Raffaello alla presentazione del libro di Vincenzo Brancatisano "Un pò di verità sulla terapia Di Bella" della Travel Factory Roma. Organizzata dall'Aian, l'iniziativa ha visto la partecipazione, tra gli altri, del giudice Carlo Madaro, già pretore di Maglie, che ha presentato il libro, e del professor Di Bella. Madaro, applauditissimo, è stato caustico. "Per fortuna - ha detto Madaro - fra un anno sparirà il Ministero della Sanità e le competenze che oggi sono della Bindi passeranno alle Regioni. In questo modo ci sarà un rapporto più diretto tra cittadini e istituzioni e queste ultime saranno obbligate a prendere in considerazione le istanze e le denunce dei pazienti".Madaro si riferisce alla realtà dei malati in cura con la Mdb e che hanno tratto beneficio da questa cura ma che devono pagarsi i farmaci. "Dal libro di Brancatisano - ha aggiunto Madaro - emerge che decine di Tribunali di tutta Italia continuano a dare ragione ai pazienti anche negli ultimi mesi e quindi ad onta della bocciatura della sperimentazione". I parametri di valutazione usati nella sperimentazione della cura Di Bella, ha commentato Madaro "sono incostituzionali e non rispettosi dei principi di salvaguardia del diritto alla sopravvivenza. Infatti con la sperimentazione si cercava di valutare la drastica riduzione del tumore ma ai malati, specie quelli orfani di terapia, interessa la sopravvivenza e la qualità della vita. Fino a quando la Scienza si ispirerà a principi lontani dalla gente e dai malati, i giudici saranno costretti a ordinare la disapplicazione dei provvedimenti lesivi del diritto alla salute". Madaro ha usato toni molto duri contro il ministro della Sanità e la sperimentazione. "Dal libro di Brancatisano - ha rivelato Madaro - ho scoperto, tra l'altro, la fine che avevano fatto i flaconi con la soluzione ai retinoidi che alcuni pazienti mi avevano fatto recapitare nel 1998 perché puzzolenti a causa dell'acetone che il ministero vi aveva lasciato dentro". Secondo la ricostruzione del giornalista modenese, Madaro aveva subito "girato" quei flaconi alla procura di Firenze, la quale incaricò poi i Nas di individuare i pazienti che avevano assunto quei farmaci. Cercando (ma non riuscendo a trovare) i pazienti, i Nas invece scoprirono nei mesi successivi, tra le carte del Ministero, una realtà inquietante, rimasta segreta fino all'uscita del volume. E cioè che erano stati distribuiti centinaia di confezioni di farmaci scaduti. Quando tornarono dal procuratore, i Nas pensavano di ricevere una stretta di mano per questa scoperta e invece il procuratore avviò un'azione disciplinare contro i sottufficiali (poi prosciolti) poiché si sarebbero occupati di qualcosa che non rientrava nel loro incarico. Il professor Di Bella ha ribadito che la sua non è una terapia alternativa poiché, ha detto, "la medicina è una sola: quella che cura secondo precisi criteri scientifici". (Gazzetta di Modena, 14/02/2000) "Modenesi, voi avete un uomo che tutto il mondo vi invidia: il professor Di Bella. Io per lui ho fatto tutto quello che ho potuto, poi le cose sono andate per conto loro. Ma qui c'è un giornalista, Vincenzo Brancatisano, che ha scritto un libro dove rivela molte cose. Uscendo dal Palapanini, fermatevi agli stand dove trovate i libri scritti sull'argomento Di Bella". Beppe Grillo, dopo aver aperto il suo spettacolo modenese con l'esibizione a sorpresa di Gino Paoli, ha riservato al professore più contestato d'Italia la chiusura a effetto della serata. E molta parte del pubblico ha raccolto l'invito del Grillo parlante, affollando i banchetti dov'erano esposti i quattro volumi pubblicati dalla "Travel Factory" di Roma. Inevitabile che il Savonarola dei comici non perdesse l'occasione per spendere accorate parole su un caso che lo ha sempre visto schierato a favore del professore modenese. Senza dimenticare, nel corso del suo Time out, di lanciare strali sul pericoloso cavalcavia della Nonantolana, come sui "compagni" che non ci sono più. Mentre San Cesario gli è servita da spunto per dare la stura a una critica feroce contro gli esperimenti genetici. (Il Resto del Carlino, 16 / 03 / 2000) parla Luigi Di Bella La Procura di Torino scopre che i test sulla cura anticancro forse furono truccati. Quella di Firenze archivia. E il professore modenense rompe il silenzio. Per accusare: "Fu tutto un falso". Professore, che cosa pensa dei risultati dell’inchiesta di Guariniello? Leggo poco i giornali. E di solito sono scettico su quanto scrivono, soprattutto dopo aver visto come hanno trattato la mia cura. Quanto al procuratore Guariniello, ho subito due suoi interrogatori e mi sono convinto della sua capacità professionale. Se lui dice una cosa, insomma, io mi fido… Quanto alla sua inchiesta, non voglio parlarne: ho l’abitudine di farmi i fatti miei. Poi, però, l’inchiesta da Torino è stata trasferita a Firenze. E ho avuto il sospetto, non so se legittimo, del tentativo di sospendere ancora una volta tutto il problema. E’ un sospetto, ripeto: non credo sospettare sia ancora diventato un reato. Cosa farà ora che la procura di Firenze ha chiesto di archiviare nuovamente l’indagine? Tacerò, come ho sempre fatto. Un farmaco scaduto basta a giustificare il fallimento della sperimentazione sulla sua terapia? La soluzione ai retinoidi scaduta può essere stata una causa del fallimento della sperimentazione scientifica, ma non la sola. I retinoidi sono sostanze labili, che se si modificano possono produrre reazioni opposte. Comunque, la mia terapia si basa non su una sostanza, ma su un complesso di farmaci che producono effetti concatenati, e nessuno sembra averlo capito. Per questo io sono convinto: il fallimento dichiarato due anni fa, in realtà, non c’è stato. E la mia terapia è l’unico mezzo che oggi consenta il trattamento medico del cancro. L’unico? Sì: perché non ha tossicità; perché applicato tempestivamente porta alla guarigione; perché non c’è argomento scientifico serio che oggi possa affermare il contrario. E, scusi, perché lo si ostacolerebbe? Perché, se venisse applicato, rivoluzionerebbe gerarchie mediche e sociali e scuoterebbe dalle fondamenta l’industria farmaceutica. E perché la mia terapia funziona davvero: lo hanno dimostrato anche cifre diverse da quelle della sperimentazione ufficiale. Quali cifre? Quelle pubblicate nel libro "Un po’ di verità sulla terapia Di Bella": lì si spiega bene che su 386 pazienti arruolati, alla data di verifica, i morti erano solo 96. Altri sono morti dopo, ma non seguivano più la mia terapia da mesi. […] (Panorama, 21 settembre 2000) Brano tratto da una lunga intervista Di Maurizio Tortorella Pagina web della trasmissione di Rai3, REPORT, dopo un’inchiesta dedicata il 31 maggio 2000 al caso Di Bella, alla quale ha collaborato Vincenzo Brancatisano. "Per approfondire l'argomento farmaci scaduti, per avere una idea della sperimentazione e un aggiornamento (a dicembre 1999) sui malati in cura, segnaliamo il libro di Vincenzo Brancatisano "Un po' di verità sulla terapia Di Bella", che non si trova nelle librerie (per una sorta di incredibile rifiuto dei librai) ma va richiesto all'editore Travel Factory di Roma (Tel. 06/6789984) ![]() Il libro "Sentenze di vita" come "prova" in tribunale Prodotto da avvocato modenese. Il giudice concede la somatostatina gratis Producendo in giudizio il libro "Sentenze di vita" di Vincenzo Brancatisano, un avvocato modenese è riuscito a far vincere una causa a una paziente di Cuneo che chiedeva di avere gratuitamente i farmaci per la terapia anti-tumore del professor Di Bella. Si sta quindi rivelando uno strumento giudiziario per i pazienti italiani in cura con la Multiterapia Di Bella, e sta tracciando una tendenza giurisprudenziale, il volume scritto giornalista modenese. In questo libro Brancatisano sostiene la tesi giuridica dell'obbligo esistente, a carico di tutte le Ausl, di fornire gratuitamente ai pazienti che la richiedano con certificato medico la cura Di Bella. La sua tesi è suffragata da oltre cento sentenze favorevoli ai pazienti, emesse negli ultimi mesi da tribunali di pressocchè tutte le regioni italiane dopo la bocciatura della sperimentazione da parte del ministero della Sanità. Una paziente di Cuneo, considerata dai medici in fase "preterminale" dopo le cure tradizionali per un carcinoma della mammella ("con diffusione metastatica nodulare e granulare intereressante tutti i campi polmonari"), ha ottenuto una notevole riduzione delle metastasi dopo l'avvio della cura Di Bella. Per far fronte alle ingenti spese la paziente, sostenuta dall'Aian (l'associazione "dibelliana") di Modena, si è rivolta all'avvocato modenese Carlo Lancellotti, il quale ha puntato il ricorso sulla tesi di Vincenzo Brancatisano e sull'ampia rassegna giurisprudenziale che la sostiene. Per questo motivo ha prodotto in giudizio il libro. Il 20 febbraio il Tribunale di Cuneo, rigettando ogni opposizione dell'Ausl locale, nonché il tentativo di trasferire la competenza del giudizio al Tar, ha condannato l'Asl stessa a "erogare gratuitamente alla ricorrente i farmaci prescritti, secondo i dosaggi indicati nella ricetta medica dalla stessa di volta in volta presentata, per tutto il tempo per cui perrmarrà la stabilizzazione delle condizioni cliniche". Pochi giorni prima di quest'ultima sentenza, il Tribunale di Bologna e quello di Genova hanno emesso analoghe sentenze favorevoli ai pazienti in cura con la Mdb. Comprensibile la soddisfazione di Brancatisano: "Tutti i tribunali d'Italia si stanno adeguando e non comprendo l'atteggiamento di chiusura della magistratura modenese che invece continua a ignorare una normativa in vigore da molti anni e che impone alle Ausl di fornire al paziente qualsiasi farmaco che secondo il medico curante si rivela indispensabile per la patologia in atto, specie quando tale indispensabilità viene accompagnata dalla provata efficacia nel caso specifico". (La Gazzetta di Modena, 24 febbraio 2001) Scheda del libro e acquisto. Su www.vincenzobrancatisano.it |