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Devastazioni scolastiche di inizio anno



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

13 GENNAIO 2007 – Gennaio 2007, gli studenti devastano le scuole alla ripresa delle lezioni del nuovo anno. E non hanno paura di farsi vedere, anzi vogliono farlo sapere in tutti i modi. Ed eccoli là, mentre devastano monitor, tastiere, sedie, banchi, carrelli, reti. Tutta roba che non meritano e che invece viene regalata loro con la forza. Articoli, inchieste, dibattiti televisivi, punizioni esemplari a nulla son serviti. Ministro Fioroni, non è ora di finirla con il buonismo? La misura è colma, se lo faccia dire da coloro che lavorano nelle scuole. Servono misure forti, ormai illiberali, per ridare dignità all’istruzione, alla scuola, all’Italia. Nella tabella allegata al Disegno di Legge Finanziaria abbiamo letto che per ridurre la spesa pubblica scolastica sarebbe opportuno promuovere un maggior numero di studenti in modo tale che un minor numero di ripetenze produca un risparmio in termini di classi, di bidelli, di professori. Se il problema è il grande numero delle classi non sarebbe meglio consentire a tanti bravi ragazzi sequestrati a scuola di andare a spalare la m...a delle porcilaie emiliane? Nella provincia di Modena tempo fa furono contati 500mila porci, praticamente uno per ogni abitante, se si escludono i neonati. Eppure giovani emiliani che spalino m...a nelle porcilaie non ce ne sono. Sono tutti extracomunitari, anche se noi non ci crediamo fino in fondo. Se fosse vero, che Paese razzista sarebbe il nostro, che impone a molti propri giovani cittadini di andare a scuola contro la propria volontà e dove non impareranno nulla, mentre riserva i lavori umili agli stranieri? In Emilia ci sono molte scuole superiori serali dove dopo qualche anno di fatica vera gli ex bravi ragazzi tornano con la coda tra le gambe tra i banchi e apprezzano la scuola, i professori e anche i libri, pur dovendo aggiungere quattro ore di lezioni alle ore già pesanti della giornata lavorativa. Ministro, liberi con un decreto legge gli studenti sequestrati a scuola e li lasci andare: buona parte di loro tornerà presto tra i banchi di gran corsa.  Infine, faccia diventare effettivo il divieto di introduzione in classe di cellulari, Mp3 e tecnologie varie. Leggiamo invece in una circolare recente che un Suo dirigente sente “la necessità di pregare le SS. LL. di voler invitare gli alunni a evitare l’uso dei cellulari durante le attività didattiche, fornendo ovviamente idonee alternative per garantire la comunicazione con l’esterno”. Il dirigente inoltre  prega “le SS. LL. di fare appello alla sensibilità di tutti i docenti, affinché anch’essi evitino, per quanto possibile, l’uso del cellulare durante le ore di lezione”. Evitare “per quanto possibile”? Ma che roba è? Ma stiamo scherzando? Fossimo al Suo posto licenzieremmo in tronco l’insegnante beccato a telefonare in classe, e aspetteremmo fuori il primo sindacalista che si permette di fiatare. Un insegnante che telefona in classe vanifica le fatiche di migliaia di altri insegnanti che pretendono il rispetto delle regole, visto che le devono insegnare. Già fumano davanti agli allievi, non si fanno mai vedere con un romanzo in mano, masticano gomme americane mentre recitano la lezione, fanno vedere l’elastico del perizoma, ma... evitare di telefonare per quanto possibile? Nooo. Ministro, per salvare quel che resta della scuola occorrono misure urgenti e illiberali. Per gli studenti e per gli insegnanti.

 

Ragazzo viene deriso in classe. Lui li accoltella

 

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