Quante menzogne sull’impatto fiscale del Governo Prodi

Date a Romano quel che è di Romano

Sconti e detrazioni non fanno rima con Silvio  Berlusconi



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

17 MAGGIO 2008 –  Ci penserà Silvio Berlusconi ad accaparrarsi la paternità di agevolazioni, aiuti e benefici fiscali introdotti con la Legge Finanziaria 2008 dal Governo Prodi. Quest’ultimo e Visco sono passati alla storia come artefici di un Governo che ha aumentato le tasse. Ad alcune categorie in effetti le ha aumentate: ma esistono altri metodi in un Paese con un debito pubblico stellare per garantire detrazioni, deduzioni, sconti ad altre categorie? Il bello è che anche chi sta godendo dei regali fatti dal centrosinistra impreca contro Prodi e Visco. Si pensi a tutti coloro che (clicca qui) stanno passando a tempo indeterminato nelle regioni del Sud grazie alla Legge finanziaria 2008. Si pensi alle somme accreditate agli incapienti (clicca qui) alla fine del 2007. Si pensi a quanti stanno comprando l’aspirina Coop a 2 euro (clicca qui), grazie a una delle tante liberalizzazioni di Bersani. Non vogliamo fare un elogio postumo del Governo Prodi. Abbiamo segnalato con durezza, alla vigilia delle elezioni politiche (clicca qui), gli Orrori della Sinistra, che è stata capace pure di introdurre un ticket sulle ricette per prestazioni specialistiche. Ma non si può ignorare quello che è stato fatto di positivo o, peggio, vederlo attribuito tra qualche settimana a Silvio Berlusconi. Che promette l’abolizione dell’Ici prima casa, come se le detrazioni aggiuntive all’Ici introdotte da Prodi non abbiano già azzerato (clicca qui) l’imposta all’80 per cento delle prime case, come milioni di contribuenti scopriranno già con il versamento di giugno.

Accordo sui mutui. Tremonti ha annunciato di avere raggiunto un accordo con le banche per la riduzione dell'ammontare delle rate che stanno affliggendo tante famiglie che avevano scelto il tasso variabile. Secondo l'accordo è possibile portare la rata al livello del 2006, renderla a tasso fisso, rimandando a fra qualche anno il conteggio degli eventuali interessi in più da pagare attraverso un aumento del numero delle rate, oppure una diminuzione, possibile nel caso che nel frattempo il mercato abbia segnato una riduzione dei tassi. Ottima cosa. Peccato che la soluzione esiste da tempo e dunque non è stata un'invenzione di Tremonti. Si chiama "Tasso fisso a rata costante" ed è sufficiente digitare queste paroline in un motore di ricerca per rendersi conto che si tratta di roba già esistente. Aggiungiamo un avvertimento al popolo dei mutui. Il tasso a rata costante prevede un numero di rate mensili in più da pagare alla scadenza del mutuo nel caso di aumento dei tassi nei prossimi anni. Al numero di mesi viene messo un tetto per evitare che le rate diventino perpetue. In alcuni contratti si arriva anche a 96 rate in più (8 anni). Ne vale la pena? Forse sì, forse no. L'importante è saperlo prima. Potrebbe essere interessante ad esempio la portabilità del mutuo presso un'altra banca che pratica un tasso fisso molto più basso del variabile cui si è legati, e con una rata fissa leggermente più alta di quella proposta da Tremonti e vivere sereni. Se si vuole invece speculare sui tassi, il mercato è là che aspetta...     

 

Nuove agevolazioni fiscali del Governo Prodi per la famiglia (Leggi il PDF)

 



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