La viceministro Bastico chiarisce la questione

Debiti o esami di riparazione?

I presidi della Flc/Cgil: «Misura improvvisata»

Gilda:  «Come recuperare tutti questi alunni?» 



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

11 NOVEMBRE 2007 – Esami di riparazione o debiti formativi: cosa cambia davvero nella scuola dopo l’emanazione dell’Ordinanza min. 92 del 5 novembre scorso? A chiederlo sono gli studenti, sicuri che nulla è cambiato nell’allegro sistema spalma debiti mai recuperati, e i professori, che auspicano un ritorno alla banalità del “se studi ti promuovo se non studi ti boccio”. Ma dai presidi iscritti al sindacato Flc/Cgil giungono critiche contro il provvedimento, considerato “una misura solo in apparenza di rigore e serietà”. A difendere il provvedimento scendono in campo due personalità politiche, la viceministro alla pubblica Istruzione, Mariangela Bastico, e l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo dell’Ulivo in Commissione Istruzione alla Camera. Chiarisce la Bastico sul suo sito, con una interpretazione autentica del provvedimento: “L’ordinanza ministeriale definisce modalità, tempi e criteri per il reale recupero dei debiti scolastici, chiarendo definitivamente che non si tratta di ritorno agli esami di riparazione aboliti nel 1995. Le azioni di sostegno e di recupero sono, infatti, organizzate dalla scuola, avvalendosi degli insegnanti interni o di competenze esterne, con esclusione degli enti profit”. Quanto ai tempi, queste azioni, vi si legge, “sono realizzate durante tutto l’anno scolastico: quelle di sostegno dal momento in cui si evidenziano difficoltà di apprendere e di seguire le lezioni; quelle di recupero in base alle valutazioni effettuate, già entro il primo quadrimestre. Solo qualora le carenze non vengano superate al termine dell’anno scolastico, i corsi di recupero si svolgono anche durante il periodo estivo. La scuola è tenuta a realizzarli e i ragazzi hanno l’obbligo di parteciparvi, salvo che la famiglia non esprima formalmente e in forma scritta la scelta di provvedere autonomamente. In ogni caso gli studenti che devono recuperare sono soggetti a verifiche e a valutazioni da parte del Consiglio di classe”. E se le insufficienze non risultano recuperate entro lo scrutinio finale, il Consiglio “sospende il giudizio e comunica allo studente e alla famiglia quali sono le materie in cui deve recuperare e le modalità di organizzazione dei corsi e delle verifiche”. La valutazione finale, precisa la viceministro, “verrà espressa dal medesimo Consiglio, entro il 31 agosto, sulla base di prove di verfica documentabili: verranno attribuiti i voti su tutte le materie (quelle già sufficienti a fine anno e quelle da recuperare) e il giudizio di ammissione o non ammissione alla classe successiva”. Per i corsi estivi i docenti riceveranno 50 euro l’ora, per gli altri c’è incertezza. “La nuova normativa – commenta la Ghizzoni –  premia i più meritevoli e rappresenta una risposta al fallimentare sistema vigente in questi ultimi anni”, che “ha lasciato lacune nella conoscenza dei nostri giovani”. I presidi della Cgil però non ci stanno: “E’ facile prevedere – spiegano – che, come tutte le misure piuttosto improvvisate, nate dalla necessità di rispondere a problemi senz’altro reali e preoccupanti, ma disattenti ai tempi della scuola e delle esigenze formative dei giovani, farà miseramente naufragio dopo le prime applicazioni. Essa, infatti, per come è stata formulata, è destinata a scontrarsi con fatti organizzativi, come ad esempio la difficoltà di mettere in piedi corsi di recupero in tempi di esami di maturità, le esigenze delle famiglie e delle scuole di comprimere ogni recupero entro giugno di ogni anno scolastico, la difficoltà delle verifiche all’inizio dell’anno scolastico ormai tradizionalmente dedicato alla programmazione”. E ancora, con una punta ideologica: “L’effetto sarà un più che probabile aumento della selezione e manifesterà anche se non voluto il suo aspetto di classe”. Infine, la coordinatrice regionale della Gilda, Cinzia Piccinini, si chiede: “Come recuperare metà ragazzi di un intero istituto in metà materie?”  

 

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L’approfondimento
Balocchi e Baiocchi
 
di Vincenzo Pascuzzi
 

Condivido l'articolo di Mario Pirani "La scuola nel paese dei balocchi", apparso su La Repubblica del 20.10.2007, in particolare nelle parti in cui descrive la situazione attuale della nostra scuola e riassume le cause che l’hanno determinata.

Sono invece scettico riguardo alla reale efficacia dell’iniziativa del ministro Giuseppe Fioroni volta a risolvere, o avviare a soluzione, i mali riconosciuti della scuola, identificati principalmente, se non esclusivamente, nel permanere dei debiti formativi. Mi riferisco appunto al D.M. n. 80 del 3.10.2007 (recupero debiti formativi), alla successiva O.M. n. 92 del 5.11.2007 (attività recupero debiti) e al comunicato stampa del MPI del giono dopo 6.11.2007.

Sono già stati espressi commenti, riflessioni, perplessità riguardo agli aspetti tecnici, organizzativi, legali, di tempestività (il decreto è stato emesso, con una certa fretta, ad anno scolastico già iniziato), politici (il Parlamento non è stato coinvolto) del Decreto stesso, emesso d’autorità e in solitudine cioè senza adeguatamente consultare docenti e presidi, né informare preventivamente e coinvolgere genitori e alunni.

Può essere utile ipotizzare alcuni conti riguardo alle risorse economiche stanziate per valutare se esse siano, o meno, congrue alla scopo che si prefiggono. Il comunicato stampa del MPI precisa che “in questa prima fase” (?) le risorse ammontano a 210 milioni di euro, cioè 60 milioni in più di quanto già indicato da Mario Pirani nel suo articolo, e che il compenso per i docenti sarà di 50 euro lordi l’ora.

1) Il numero dei debitori e dei debiti riferiti a giugno 2007.
Il ministro Fioroni in persona ha parlato di un 42% di debitori pari a 1.050.000 alunni (MTV - "I pugni in tasca" del 14.10.07). 42% riferito all'86,3% complessivo di promossi. Analizzando le altre tabelle di dati statistici (fornite dal MPI il 31.7.07) si ricava che ogni debitore lo è, in media, per 1,62 debiti. Ciò corrisponde a 1.701.000 debiti. Questo riferito a giugno 2007.
Di conseguenza il 58% dei promossi (sempre riferito all'86,3% sopra citato) corrisponde a 1.450.000 alunni.
I bocciati sono il 13,7% (= 100% - 86,3%) cioè 397.000 unità.

2) Il numero dei debitori e dei debiti riferiti a gennaio 2008 cioè alla fine del 1° quadrimestre.
Se 1.701.000 sono i debiti a giugno 2007, si può ipotizzare che lo stesso numero sia a giugno 2008. Invece il numero dei debiti riferito alla fine del 1° quadrimestre, cioè a fine gennaio 2008, è certamente superiore. Bisogna infatti considerare il 13,7% di bocciati che a gennaio avrà certamente numerosi debiti. Se la bocciatura avviene con 4 o più debiti, è ragionevole calcolare una media di 5 debiti per bocciato.
Allora 397.000 bocciati x 5 debiti = 1.985.000 debiti!
Ma anche i promossi, con debito o senza debito, vengono mediamente gratificati con il condono del debito in qualche materia. Si può ragionevolmente ipotizzare 0,5 (mezzo) debito per ogni promosso. Si può ricavare allora:
1.450.000 x 0,5 = 725.000 debiti condonati ai promossi senza debito e
1.050.000 x 0,5 = 525.000 debiti condonati ai promossi con debiti.
In totale: 1.701.000 + 1.985.000 + 725.000 + 525.000 = 4.936.000 debiti stimati alla fine del 1° quadrimestre! E’ una cifra notevole!.

3) Le risorse economiche disponibili e le ore di recupero corrispondenti.
Il ministro Giuseppe Fioroni ha stanziato, appunto, la somma di 210.000.000 di euro. Non è poco, ma vediamo la ripartizione considerando il compenso per i docenti di 50 euro/ora.
Allora 210.000.000 euro : 50 euro/lezione = 4.200.000 di ore di lezione per attività di recupero.
Ma 4.200.000 ore di lezione : 4.936.000 debiti = 0,85 = 85/100 di ora/debito = 51 minuti/debito. Forse non servono commenti. E' vero che gli alunni debitori si possono (ma non sempre) raggruppare. Allora occorrono ben 18 alunni per poter mettere insieme un corso pomeridiano di recupero della durata minima di 15 ore (secondo l’O.M. n.92, art. 2, c. 9) volto a recuperare quanto svolto in un intero quadrimestre. Ciò sia per materie impartite in 2 ore settimanali corrispondenti a circa 32 ore a quadrimestre, sia per materie (magari proprio matematica, che giustamente sta al cuore al ministro) impartite in 5 ore settimanali corrispondenti a circa 80 ore a quadrimestre.
Considerazioni: a) forse le ore sono pochine; b) forse 18 alunni per corso sono troppi; qualcuno dice che, per un recupero efficace, non dovrebbero essere più di 3 o 4; c) non si può affatto escludere che il precedente sistema dei debiti sia fallito anche per carenza di risorse.
Quanto sopra nell’ipotesi che le risorse disponibili vengano dedicate interamente al recupero nel 2° quadrimestre, cioè niente al recupero estivo, né alle attività di “sportello”, né all’apertura pomeridiana delle scuole.
Altra ipotesi, poco probabile, è la ripartizione delle risorse in base al numero dei debitori e non al numero degli alunni.

4) Quando recuperare? Nel pomeriggio ovviamente.
Quasi tutte le scuole fanno 6 ore/giorno: gli alunni entrano alle 8.00/8.30 ed escono alle 13.30/14.00 tenendo conto di riduzioni e intervallo.. Dopo una mezzora (= panino mangiato in fretta) cominciano le attività di recupero spesso articolate su due ore consecutive. Diversi alunni impiegano anche più di un’ora nel percorso casa-scuola. Per loro vuol dire tornare a casa non prima delle 17.30 o magari dopo le 18.00. Quando potranno occuparsi delle lezioni del mattino? Proseguite voi le considerazioni.

 

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