Superpunteggio di Montagna

I docenti che hanno perso il ricorso ora superati anche da chi non è stato chiamato in causa  

Montanari contro montanari, i Csa si appellano al Ministero

Inviata una nota a Roma per segnalare la gravità della situazione sul punteggio di montagna 

Aggiornato al 10 giugno 2006





Di Vincenzo Brancatisano

8-10 giugno 2006 – Arrivano importanti novità dai Csa sul doppio punteggio di montagna. Secondo notizie riservate, l’applicazione pratica delle pronunce giudiziarie siciliane, di cui abbiamo riferito, sta producendo gravi e incredibili conseguenze nelle graduatorie colpite dai provvedimenti, graduatorie che in queste ore vengono rifatte presso i Csa di Enna e di Catania in ottemperanza al provvedimento del Cga di Palermo che ha rigettato il ricorso in appello da parte del Miur contro la sentenza del Tar di Catania che a sua volta aveva definito illogico e arbitrario il superpunteggio introdotto dalla legge 143 del 2004. Il Tar aveva così stabilito che andasse detratto dalle graduatorie il surplus di punti ottenuto dagli interessati e aveva inviato gli atti alla Corte Costtuzionale perchè si esprimesse sulla questione di costituzionalità della supervalutazione. In merito a quest’ultimo giudizio, di cui si attendono gli esiti, si è aperta una discussione sull’efficacia dell’eventuale sentenza. Secondo il legale dei ricorrenti, avvocato Fabio Rossi, la sentenza in questo caso avrebbe effetti retroattivi (cioè a partire dal 2004), altrimenti non potrebbe intervenire sui procedimenti giudiziari instaurati dai suoi assistiti, e avrebbe valenza nazionale. Intanto, come si diceva, le graduatorie di Enna e Catania sono in via di rifacimento in esecuzione del provvedimento del Cga e dalle operazioni in corso emerge una situazione paradossale che aggiunge sconcerto a sconcerto. In sostanza, la detrazione dei punti sarà subita soltanto dai controinteressati, cioè dai legittimati passivi nei singoli ricorsi, vale a dire da coloro che avendo ottenuto il doppio punteggio avevano secondo i giudici causato un danno ai ricorrenti. Ma, così operando, i controinteressati nei singoli ricorsi, “vittime” della decurtazione, sono stati superati, durante le operazioni dei Csa, non solo dai ricorrenti che hanno vinto la causa. Ma anche da coloro i quali hanno mantenuto il doppio punteggio, solo perché non sono stati stati chiamati in causa da nessuno dei ricorrenti perché in quel momento non erano balzati loro davanti. La legge 143 dunque è riuscita a introdurre un’ulteriore discriminazione illogica e arbitraria, in perfetta coerenza con le leggi illogiche che, se non vengono abrogate con efficacia retroattiva senza se e senza ma, sono destinate ad aggiungere problemi a problemi e ad alimentare il contenzioso. Va riconosciuto che non tutti sono d’accordo sull’abrogazione retroattiva della Lettera h della legge 143, stando alle numerose e pur comprensibili oltre che indignate email giunte al sito www.vincenzobrancatisano.it, da parte di insegnanti che dicono di avere acquisito un diritto al quale non vogliono rinunciare. L’ultima parola in merito spetta alla Consulta e forse al legislatore, dunque si vedrà. Intanto i Csa siciliani hanno scritto una lettera al Ministero della Pubblica Istruzione investendolo formalmente della questione affinchè si faccia carico delle contraddizioni che stanno scaturendo dalla rielaborazione delle graduatorie.





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