La Corte Costituzionale potrebbe ritardare il verdetto tanto atteso

Punteggio di montagna, dove sono i precari?

Quasi nessuno sì è costituito “ad adiuvandum” per appoggiare il ricorso

 

Di Vincenzo Brancatisano

 

18 aprile 2006 – Punteggio di montagna, non è detto che la Corte Costituzionale prenda sul serio la vertenza relativa alla supervalutazione per chi insegna sopra i 600 metri sul livello del mare. E’ questa l’impressione che si ricava dopo molti mesi da quando il Tar di Catania aveva rimesso la questione alla Consulta perché si esprimesse sulla legittimità costituzionale della norma contestata. La sospensione era stata ottenuta dall’avvocato Fabio Rossi che difendeva alcuni precari di Enna e Catania, ciò che aveva indotto entusiasmo negli ambienti. Ma al di là dei proclami del momento la battaglia è stata proseguita solo dai pochissimi docenti che si erano rivolti a legale catanese mentre le varie sigle sindacali e i gruppi di docenti che avevano manifestato interesse non hanno concretizzato le proprie intenzioni con l’appoggio alle iniziative processuali attese come sarebbe stato opportuno ai fini del buon esito del ricorso. Come sanno i giuristi, la Corte Costituzionale, oberata da ben più gravi questioni nazionali, nei fatti dà rilievo a una determinata questione per la quale è chiamata a decidere, solo se ritiene che la medesima abbia un respiro nazionale. E paradossalmente, ad onta dell’ampio rilievo che il superpunteggio di montagna ha acquisito presso gli interessati e presso l’intero sistema scolastico nazionale, con i ben noti problemi creati alle graduatorie permanenti di terza fascia, che si aggraveranno via via che si avvicineranno le nuove immissioni in ruolo, il pericolo è ora che la Consulta lo reputi invece come una vertenza di ordine locale, non degna di un intervento urgente. Altra dignità avrebbe rivestito il ricorso qualora le centinaia e forse migliaia di docenti che dicono di essere stati danneggiati dalla normativa avessero agito “ad adiuvandum” intervenendo nel procedimento attivato dall’avvocato Rossi. Molti precari stanno attendendo una decisione della Consulta ritenuta non solo favorevole ma anche imminente. Nei fatti la fissazione dell’udienza (che ancora non c’è stata) dipenderà dalla sollecitazione che sarà manifestata dagli interessati. Il tempo è ormai ristretto a una quindicina di giorni e chi fosse interessato dovrebbe rivolgersi a un legale di fiducia per chiedere di intervenire nel processo, i cui estremi Rossi si è detto disponibile a fornire ai colleghi. E’ intanto giunta a quota 3300 firme la petizione on line contro il superpunteggio, sottoscritta da insegnanti, presidi, genitori, alunni, politici di tutta Italia, compresi il ministro Carlo Giovanardi e Beniamino Brocca, quest’ultimo padre dei progetti che portano il suo nome. Firme che si rivelerebbero preziosissime, forse determinanti, qualora il legale potesse entro pochi giorni presentarle alla Consulta dimostrando con le stesse l’interesse nazionale di ampio respiro che la questione ha in realtà assunto.




 

 

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