Il cinque in pagella è illegale e il sei ora alza la media
La cattiva condotta del Gattopardo
Molti studenti saranno favoriti dal decreto Gelmini

5 DICEMBRE 2008 – Sorpresa (sorpresa?). Le nuove di sposizioni sul
voto in condotta, di cui tanto hanno partato i mass media per tutta l’estate,
finiranno per aiutare gli studenti. Non solo i più bravi, cui un voto alto nel
comportamento potrebbe far salire la media, ma anche coloro che rompono i c…..i
nel corso dell’intero anno scolastico e che molti insegnanti si stanno
illudendo di poter bocciare – finalmente – con una bella insufficienza in
condotta. Se avessero letto il decreto prima di scendere in piazza per
contestarlo, gli studenti avrebbero brindato invece di lamentarsi. Questi studenti, in realtà, saranno non
penalizzati ma addirittura agevolati dal decreto Gelmini (decreto-legge 1
settembre 2008, n. 137, poi convertito nella legge 30 ottobre 2008, n. 169), poiché
il Ministero dell’Istruzione non ha emanato le disposizioni attuative della
legge, necessarie, come
recita il comma 3 dell’art. 2 della stessa legge, per specificare «i criteri per correlare la particolare e
oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi». In
sostanza, e ad onta delle illusioni di tanti docenti, non è possibile dar 5 in
condotta se non in presenza di un testo normativo che renda esplicite al
massimo le fattispecie punibili con l’insufficienza, che devono essere non solo
gravi ma anche oggettive (ci vuole il morto in classe? Tanto prima o poi i morti
ci saranno. La pistola fumante? La prova televisiva? L’arresto in flagrante?) e
soprattutto esplicitate, una a una, dal decreto ministeriale che nessuno ha
ancora redatto. Un po’ come succede con il diritto penale: se il fatto non è
rappresentato esplicitamente dalla legge come reato, chi lo ha commesso non può
essere condannato perché quel fatto non costituisce reato. Del resto si tratta
di far perdere un anno agli studenti, spiegano i dirigenti scolastici. Resta da
chiarire quanto interesse possano avere uno studente e la propria famiglia,
quasi sempre indifferente e assente, per una bocciatura. Non siamo più ai tempi
di Don Milani e il Donmilanismo oggi rischia di fare solo danni: chi si
indigna di fronte a questa affermazione non è mai stato in una scuola del 2000
oppure recita in un liceo. Ma torniamo al comma 2 della legge Gelmini: «La votazione sul comportamento degli
studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe – vi si legge –
concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore
a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso e all'esame
conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio
dell'anno scolastico di cui al comma 2 (2008/2009, ndr), con decreto del
Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i
criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei
decimi, nonchè eventuali
modalità applicative del presente articolo». La questione dunque si
presenta su due piani. Da un lato, ed è una novità, il voto di condotta farà
media con gli altri voti. Dall’altra, il cinque in condotta determinerà (determinirebbe)
la bocciatura dello studente indisciplinato. In questo modo gli studenti più
meritevoli potranno trarre dal proprio buon comportamento un vantaggio
misurabile numericamente. Ma poiché allo studente scalmanato non si potrà dare
cinque in condotta, perché il Ministro non ha reso operativa la legge che porta
il suo nome né le pompose dichiarazioni amplificate dalla stampa, il massimo
dell’insufficienza non potrà che essere un bel… 6. Un voto che per uno studente
che magari ha molti 5 nelle varie materie potrebbe rivelarsi un aiutino, sia
pure simbolico. Ma c’è da aspettarsi che gli studenti scalmanati riceveranno
anche 7 in condotta, abituati come sono, i docenti, a dare voti alti in
condotta. Certo, rimane arduo comprendere come facciano i docenti a dare 5 (se
non sei-sette-otto) nella propria materia a quegli studenti che non stanno mai
attenti o che disturbano e rendono vana la lezione danneggiando gli altri, e
che magari non sanno leggere né scrivere e nemmeno ragionare. Ma sia chiaro: per
bocciare uno studente servono ancora, come nel passato, una sfilza di voti
gravemente negativi in un numero corposo di materie. Il resto è tutta fuffa mediatica.
Aggiornamento
16 Gennaio 2009 - Ecco il decreto ministeriale. Secondo voi si potrà bocciare per la cattiva condotta?