Il Consiglio di Stato conferma il provvedimento del Tar del Lazio

Illegittima la coda per il cambio di provincia

Precari della scuola nel caos alla vigilia della riapertura delle liste



 

Di Vincenzo Brancatisano


27 MARZO 2009 – Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso del Ministero dell’Istruzione contro l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio aveva ritenuto illegittima (clicca qui) la norma che vieta ai precari di chiedere l’inserimento a pettine in caso di cambio di provincia in occasione della riapertura delle graduatorie ad esaurimento. Il ritardo di quest’ultima riapertura è dovuto proprio all’attesa della decisione del Consiglio di Stato, che è pure intervenuto in merito alla questione dello spostamento dei 24 punti Ssis. Come abbiamo sostenuto fin dal primo istante (clicca qui) successivo alla sua emanazione, la norma in oggetto, voluta dal Governo Prodi e dai sindacati, viola palesemente il principio del merito e quello della libera circolazione. E la giurisprudenza ha dato ragione ancora una volta a questa testata. Eppure sono serviti ricorsi, avvocati, stress, ordinanze e sentenze per compredere che non poteva essere che così. Così come erano serviti ricorsi, avvocati, stress, ordinanze e sentenze per capire un dato lapalissiano: il punteggio di montagna è incostituzionale. Eppure c’è in giro qualche precario che va ancora dietro a sedicenti rappresentanti del popolo che proprio nelle ultime ore cercano di riaprire la partita con una risoluzione (azzz… una ri-so-lu-zio-ne!). Se i precari della scuola si ispirassero con distacco al rispetto della legalità invece di rincorrere questa o quella norma a patto che porti loro vantaggio (e-cchi-sse-ne-fre-ga se si danneggiano ingiustamente gli altri?) e facessero fronte comune contro lo sfruttamento del loro lavoro e contro la derisione della loro dignità perpetrata da provvedimenti emessi da gente che ormai non rappresenta più nessuno in Parlamento, le cose andrebbero molto meglio per loro.

 

I provvedimenti ( --1   --2) del Consiglio di Stato

 

L’associazione di docenti Anief, che ha patrocinato la vertenza     

 

Risoluzione per il ripristino del punteggio di montagna

   

 



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