Il CdS dà torto al Miur sull’inserimento a pettine

Catastrofe graduatorie dei prof

Liste da rifare, c’è chi perderà il posto di ruolo

Terminato l’intervallo di solidarietà tra i precari?



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

30 SETTEMBRE 2009 Graduatorie dei docenti precari nel caos in tutta Italia e fiato sospeso per chi è appena passato di ruolo. Finita pure la pausa di solidarietà tra i precari che protestano da alcune settimane contro i tagli. Come ai tempi del super porcellum della montagna, si comincia a guardare al proprio orticello per verificare fin dove possa tornare utile la novità dell’ultima ora. La novità è che, come avevamo ampiamente previsto (non è che ci volesse tanto), il Consiglio di Stato non ha concesso la sospensiva dell’ordinanza del Tar del Lazio che aveva ritenuto illegittimo l’inserimento in coda dei docenti che si sono trasferiti fuori dalla provincia di appartenenza per cercare un lavoro in una graduatoria a esaurimento di province diverse. La norma fu inventata e varata dal Governo Prodi e fu subito da noi contestata in quanto illiberale vista la palese violazione di diritti costituzionalmente previsti come il merito e la libertà di circolazione. Poi cambiò il governo e il governo attuale, nel suo intento di creare caos nel graduatorie, ha prima moltiplicato per tre il problema consentendo ai docenti di spostarsi (in coda)  non in una sola ma in tre province, e poi ha promosso un improbabile e pressochè irricevibile ricorso al Consiglio di Stato con l’effetto che l’ordinanza di oggi getterà nello scompiglio le graduatorie ad anno iniziato. Da qui alla definitiva richiesta di abolire le graduatorie perché assurde, caotiche e cretine, per arrivare alla chiamata diretta come programmato in una campagna elettorale molto gradita a molti docenti che oggi gridano alla bua il passo non è che sia lunghissimo. L’Anief, che ha promosso il ricorso di un bel numero di docenti scrive ora in un comunicato quanto segue: “Graduatorie da rifare in tutta Italia. Il MIUR non ottiene la sospensiva dell’ordinanza del TAR Lazio. I giudici di Palazzo Spada confermano le precedenti pronunce con ord. 4796/09. Il trasferimento deve avvenire a pettine e secondo il punteggio aggiornato dal candidato. Dopo tre mesi di denuncia da parte dell’ANIEF per il ritardo dell’emanazione dell’errato D.M. 62/09 di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, dopo diverse interrogazioni parlamentari che chiedevano al Ministro Gelmini di rispettare le sentenze della magistratura (confermata dalle ordinanze del C.d.S. 1525, 1525, 1976 del 2009) e la carta costituzionale, dopo le nuove decine di ordinanze favorevoli ottenute dai legali dell’ANIEF al Tar Lazio tra giugno e luglio 2009, a favore delle migliaia di ricorrenti che reclamavano il trasferimento a pettine nelle ulteriori tre province concesse dal MIUR, dopo l’ostinazione del Ministro che ha emanato nel luglio una nota invitando gli USP e gli USR a non adeguarsi alle ordinanze della magistratura amministrativa procedendo alle assegnazioni delle immissioni in ruolo e delle supplenza annuali dalle graduatorie di coda in spregio a ogni principio meritocratico in attesa dell’udienza del Consiglio di Stato, i giudici di secondo grado hanno dato ragione alla difesa dell’ANIEF e ai ricorrenti costituitisi, e hanno dichiarato manifestamente infondato l’appello del MIUR e degli intervenienti ad adiuvandum, ritenuto che l’appello del Ministero, ad un sommario esame, non evidenzia fumus boni juris”. Cosa succederà ora? Intanto chi ha appena ottenuto il ruolo potrebbe perderlo a beneficio di chi ha fatto ricorso se in posizione utile. E in tutte quelle province dove le prime e seconde fasce delle graduatorie a esaurimento non esistono da tempo le sorprese potrebbero essere esplosive poiché le liste sono state colonizzate proprio da migliaia di precari provenienti da prime e seconde fasce che ora passano davanti in base al principio del merito. Sempre che si possa parlare in questo caso di merito, visto che la divisione delle graduatorie in fasce grida ancora vendetta. Come può un insegnante di seconda fascia con 100 punti avere più meriti di uno che ne ha 300 in terza fascia in un sistema basato sui punti (appunto)? Di superporcelli il sistema di reclutamento dei docenti  ne ha conosciuti tanti. Staremo a vedere. Avevano ragione coloro che speravano nel mantenimento delle code: il risultato finale è infatti una grande porcata all’italiana, specie se potranno beneficiarne solo coloro che hanno partecipato al ricorso. Ma certe porcate vanno contestate sul piano politico e sindacale, non con le armi del diritto. Il diritto, come nel caso del punteggio di montagna, non poteva essere dalla parte della violazione del buon senso.   

 

 

 

 

 

 

 



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