Mondiali
Il rigore del disonore

27 giugno 2006 – “Cuando el reloj marcaba la hora, el
ibérico favoreció a los italianos con un penalti inexistente sobre Fabio
Grosso, que fue convertido por Totti”. Gracias,
árbitro!" Questa la cronaca del
quotidiano spagnolo El Mundo in un imbarazzante articolo intitolato “Con l’aiuto
del Padrino”. Il rigore regalato all’Italia nella partita contro
l’Australia è la metafora del degrado morale nel quale è piombato il nostro
paese. Non è tanto l’essere riusciti a procurarselo col mezzuccio a destare
impressione: nel nostro paese questa non può più essere una notizia e non ci si
può attendere certo da una squadra di sedicenti sportivi che siano leali al
punto da ammettere la verità. L’unica cosa che ci si può attendere è che il
sonno di tal Grosso, inciampato sul povero difensore australiano steso a terra,
sia disturbato almeno una volta l’anno dai rimorsi di coscienza. Ciò che
impressiona invece è l’omertà di giornalisti e conduttori che non hanno mai le
palle di dire come stanno le cose, che non hanno il coraggio di ammettere che
quel rigore non c’era. Quegli stessi giornalisti e conduttori che, se quello
stesso rigore fosse stato dato contro l’Italia, avrebbero aperto processi
sommari contro un mirabolante complotto internazionale. Sono quei giornalisti
col malvezzo di dare del “tu” all’intervistato, specie se calciatore o
allenatore, quasi si voglia millantare un’amicizia stretta col calciatore e con
l’allenatore e quasi che il millantato credito aggiunga serietà a quello che è e
rimane una corsa contro uno stupido pallone che scivola su un prato. Per il
seguito che il calcio ha presso gli adolescenti e purtroppo anche presso gli ex
tali, il coraggio di affermare a botta calda che quel rigore non c’era e che
sarebbe stato più bello che la gara fosse stata decisa nei successivi tempi
supplementari avrebbe avuto un effetto dirompente sul piano etico (ed educativo
per i più giovani) in un settore che sa sempre più di
rancido. E invece dobbiamo registrare l’ennesima prova di vigliaccheria di
massa. Per fortuna esistono Totti (che quel rigore ha poi segnato potendosi
così finalmente succhiare il pollice in mondovisione) e i giornali stranieri
che ridono di noi ricordando (sempre in mondovisione) che viviamo in un paese
di parassiti e di mammoni. “Quel che è accaduto ieri - ironizza il Der Spiegel – non è inusuale.
Grosso è caduto in area di rigore e sogghignava mentre era ancora in volo. Il
non meno viscido Totti ha trasformato il rigore contro l'Australia, poi si è succhiato
il pollice”.
Con la ayuda de “El Padrino”

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