La Costituzione vieta la consultazione  per le norme finanziarie e quelle di bilancio

Il decreto Gelmini è legge, impossibile il referendum

Un’iniziativa giudiziaria a Caserta restituisce dignità ai precari derisi dal Governo



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

29 OTTOBRE 2008 – Il decreto Gelmini è legge. I tagli sono tagli, il grembiulino e il maestro unico diventano operativi nelle nostre scuole elementari, con il voto di condotta insufficiente si potranno bocciare – finalmente e già da quest’anno – i disturbatori, i tagli e il blocco del turn over sanciranno la qualifica di schiavi ai precari della scuola. Il Pd annuncia un referendum per abrogare la neolegge. Ma a che serve il referendum? Per abolire il grembiulino? Per abolire il voto di condotta? Meglio tenerci queste due novità, dopotutto non sono male. Per abolire i tagli e ripristinare la speranza dei precari? Molti si illudono che sia possibile e in alcuni forum sono partite le iniziative per la raccolta delle 500.000 firme necessarie. Il problema è che la Costituzione vieta espressamente il referendum abrogativo quando abbia per oggetto norme di bilancio, quale è la normativa sui tagli. Bene: allora che la smettano i signori della sinistra di raccontar frottole e di illudere chi si fa illudere in buona fede. E’ bastata la pena delle migliaia di studenti delle superiori che hanno protestato senza sapere per cosa, senza poter spiegare alcunchè di quanto andavano urlando. Il referendum è irricevibile, perché incostituzionale. Punto e basta. Più utile appare invece il ricorso per incostituzionalità presentato a Caserta da un legale (clicca qui) convinto che le norme Gelmini siano un attacco violento e inammissibile ai diritti dei lavoratori precari.

 

 



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