Buone prospettive per quello montanaro e insulare

Abolito il doppio punteggio carcerario

Svelati i motivi della legge sull’indulto-colpo di spugna





 

Di Vincenzo Brancatisano

 

27 luglio 2006 – Abolito il doppio punteggio per il servizio prestato in carcere. Nessuno era ancora riuscito a comprendere le ragioni della legge-indulto-colpo di spugna approvata oggi e sinceramente non è che fossero poi così cristalline. I fatti. Non riuscendo a trovare un modo per abrogare la contestata norma della legge 143/2004 da esso stesso partorita in un impeto di priapismo teratogeno, il Parlamento ha superato se stesso. Sfidando il caldo in uno sforzo titanico, la Camera dei Deputati ha eliminato il doppio punteggio fin dalle sue fondamenta, anzi solo da lì. I deputati, che per modestia si sono nascosti dietro al voto segreto e hanno minacciato quanti dovessero rendere noti i nomi di coloro che hanno votato a favore, hanno soppresso le classi eliminando gli alunni. In attesa di essere mandati a casa dai loro elettori inferociti, i deputati hanno deciso di mandare a casa i detenuti. Mentre gli studenti reclusi, che pare siano molto promettenti, si stanno lasciando andare in cori da stadio che stanno scuotendo molte carceri italiane, gli insegnanti di terza fascia si sono finalmente rilassati, in ragione di un terzo della propria ansia. Rimane ancora la partita della montagna e la trasferta nelle isole più piccole. Ma è allo studio una proposta di legge, anch’essa segreta, almeno per il momento, con la quale i parlamentari intendono eliminare il doppio punteggio anche per le sedi montane e insulari. Secondo le solite indiscrezioni, un unico articolo di tre commi, scritto in pausa pranzo durante un brindisi dedicato alla bella legge approvata oggi, imporrebbe agli studenti delle scuole situate sopra i 600 metri sul livello del mare e nelle isole minori l’obbligo di dedicarsi a un anno sabbatico per riprendersi dallo stress creato in loro dalla scuola, dai genitori e dagli anziani in genere, che in un diario hanno ammesso di odiare perché puzzano. Le aule coinvolte, che dovranno rimanere sguarnite per almeno 365 giorni, saranno utilizzate dagli insegnanti precari con almeno 35 anni di servizio o con non meno di 65 anni di età nella frequenza di corsi di riconversione, obbligatori e a pagamento. Non è previsto alcun punteggio aggiuntivo ma, in perfetto stile premiale da Legge Gozzini, i precari anziani avranno molto da perdere non facendo i bravi. In effetti, coloro che non riusciranno a dimostrare di avere frequentato per almeno 359 giorni e 6 ore i corsi di riconversione - le materie sono in via di definizione – non potranno partecipare ai concorsi riservati che saranno indetti nei prossimi anni.

 

 

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