I rapporti non protetti dell’on. Capezzone



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

8 NOVEMBRE 2006 – Secondo quanto ha riportato il Corriere, “Daniele Capezzone è certo di una cosa: questa, dice, è una storia bellissima. Perché lui è “onorato e fiero” di lavorare con Salvatore Ferraro — l'ex assistente di Filosofia del Diritto condannato per favoreggiamento nell'omicidio di Marta Russo — ed è orgoglioso, da presidente della commissione Attività produttive, di averlo assunto» come collaboratore, quattro mesi fa, alla Camera”.

Capezzone ha il pallino della libertà ed è per questo che noi lo apprezziamo molto. Da molti anni si batte per la libertà del contratto di lavoro e per il precariato, cioè per la diffusione dei contratti a termine. A sentire il Nostro, una delle piaghe della nostra società andrebbe ricercata evidentemente nello scarso numero di contratti di lavoro a tempo determinato e di rapporti “liberi”. Peccato che ieri Luigi Biggeri, presidente dell’Istat, presentando alla Camera l'indagine conoscitiva “sulle cause e le dimensioni del precariato nel mondo del lavoro”,  abbia dichiarato ben altro e cioè che l’Italia è ormai popolata da milioni di persone con la data di scadenza, manca solo che appiccichino loro addosso anche il codice a barre.  

La memoria di massa è spesso corta e pochi ricorderanno che a fine anni ‘90 del secolo scorso Capezzone promosse un referendum popolare diretto ad abrogare le norme che a quei tempi riuscivano ancora a porre un argine all’abuso dei contratti a termine attraverso garanzie per i lavoratori. Garanzie che hanno retto fino all’avvento – nell’era Berlusconi – di norme liberiste come il decreto 368 e la legge Biagi. La Corte Costituzionale nel 2000 diede una bella lezione di Filosofia del Diritto a Capezzone ritenendo inammissibile un quesito del genere, poichè destinato intenzionalmente ad abrogare le garanzie dei dipendenti e a rendere poco protetti i rapporti di lavoro. Ma Capezzone non dovrebbe essere deluso: la società italiana flessibile e precaria che aveva in mente si è realizzata anche senza il suo referendum inutile.

 

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