Caos sul doppio punteggio

Pesci di montagna



 

Di Vincenzo Brancatisano

 

8 FEBBRAIO 2007 – Ora non sanno che pesci prendere. Dopo la sentenza della Corte costituzionale che, come abbiamo anticipato, ha dichiarato l’incostituzionalità del meccanismo che attribuisce il doppio punteggio ai docenti precari che prestano servizio in scuole situate sopra i 600 metri sul livello del mare, né gli Usp (già Csa), né il il Ministero della Pubblica Istruzione sanno ancora come uscire dal gravissimo stato di incertezza, che si verifica proprio alla vigilia della riapertura delle graduatorie ad esaurimento (ex graduatorie permanenti), utili per il conferimento delle supplenze e soprattutto per le immissioni in ruolo promesse dal governo con la Legge Finanziaria 2007. La sentenza peraltro spiazza anche migliaia di docenti che erano in procinto di emigrare da zone montane di tutta Italia e che stavano per sbarcare in province più appetibili, dove spendere il superpunteggio. Sarebbe stata una debacle per tanti insegnanti di pianura, che hanno rischiato grosso senza nemmeno saperlo, impegnati come sono in questi giorni a fare come i polli di Renzo. Con la sentenza della Corte (che non avrebbe potuto avere diverso indirizzo, vista la follia che ispira la norma sul doppio punteggio), e che come abbiamo scritto fin dal primo giorno è retroattiva quanto ai rapporti non consolidati, i docenti che hanno prestato servizio nelle sedi ubicate sopra i 600 metri non potranno più spendere il bonus ritenuto definitivamente (art. 136 della Costituzione) illegittimo a meno che non si tratti di servizio svolto in sedi pluriclasse delle scuole elementari, ma solo nella limitata ipotesi che le medesime soddisfino anche i criteri restrittivi imposti dalla legge n. 90 del 1957. Quanto ai rapporti a tempo indeterminato ottenuti grazie al doppio punteggio, ministero e sindacati, dopo giorni di silenzio, convengono con quanto il sito www.vincenzobrancatisano.it ha da subito sostenuto anche in contrasto con pareri di diversa natura apparsi in rete e sui media in questi giorni. E cioè: la sentenza della Consulta è retroattiva per tutti i rapporti non consolidati, come nel caso di immissioni in ruolo impugnati con ricorso giurisdizionale al Tar o davanti al giudice del lavoro, anche nei casi nei quali il ricorso sia stato rigettato (vedi Tar del Lazio). Sono molti i docenti precari infatti che in queste ore stanno procedendo giudizialmente per rendere esecutiva la sentenza della Corte dopo avere subìto il rigetto del proprio ricorso nei mesi e negli anni scorsi. Questi docenti potranno ottenere il ruolo con effetto giuridico retroattivo previa revoca del ruolo precedentemente e illegittimamente attribuito a propri colleghi. Non è chiaro se e in che misura questi ultimi potranno vantare diritti risarcitori nei confronti dello Stato. E’ probabile che il legislatore stia studiando una sanatoria per accontentare entrambe le parti in causa. Chi non ha fatto ricorso, nulla ha da chiedere ora, anzi ha da recriminare molto verso chi ha dato consigli sbagliati: le norme ingiuste vanno sembre combattute, quelle vergognosamente e platealmente stupide vanno rimandate al mittente a costo di portare in piazza migliaia di precari. Questo non è stato fatto, se non a luglio 2004, con una timida manifestazione tra intimi messa in scena a Roma quindi solo due mesi dopo che il doppio punteggio era legge e dopo che i sindacati avevano dedicato tutte le proprie energie a beneficio di chi poteva spendere il doppio punteggio regalato dalla norma incostituzionale e nessuna energia a quanti protestavano e che vagavano per le città senza ottenere udienza da nessuno, se con da questo sito e da qualche caparbio avvocato. Nel balletto durato tre anni non ci hanno fatto una gran figura i sindacati della scuola con il proprio atteggiamento ondivago. Anche ad agosto 2006 migliaia di precari sono stati invitati dai sindacati a preferire la montagna, con la garanzia che la norma sarebbe rimasta valida. A parte la delusione di gente che ha speso soldi e tempo inutilmente, l’amministrazione pubblica ha subìto gravi disservizi. Abbiamo più volte denunciato (clicca qui) come su una cattedra stiano lavorando ben 7 precari che si dividono le ore di lavoro pur di ottenere il bonus, ora decaduto. Problemi in gran parte evitabili se il governo in carica, che pure ha abolito il doppio punteggio con la Legge Finanziaria, non lo avesse mantenuto in vigore fino al prossimo1 settembre 2007 (che equivaleva a non abolizione, come abbiamo ampiamente dimostrato) nonostante le molte sollecitazioni della scorsa estate. La decisione del governo Prodi è stata in linea con quanto chiesto dai sindacati, i quali intendevano garantire i diritti acquisiti dai danneggianti Oggi invece registriamo l’ennesimo dietro front. Mentre tanti docenti minacciano di strappare le tessere, la Flc/Cgil sottolinea oggi come “non si possono negare i diritti di coloro che siano stati danneggiati dall’applicazione di questa norma, ora cancellata”. Altri sindacati si stanno distinguendo in queste ore per atteggiamenti non proprio lineari. Sullo sfondo aleggiano le responsabilità politiche del caos prodotto dalla legge 143 del 2004, che produsse il doppio punteggio indebito, grazie all’accordo parlamentare stretto tra maggioranza e opposizione, con un governo che si opponeva ma non riusciva a farsi sentire dalla propria maggioranza e con una opposizione che fece estendere a tutte le scuole di ogni ordine e grado, alle carceri e alle isole minori, il bonus che il decreto legge governativo s’era inventato per le sole scuole elementari di cui alla citata legge 90/57, mentre l’ala pacifista della sinistra e dei sindacati ottenevano che fosse eliminato il punteggio da servizio militare, previsto dal decreto. Le responsabilità della sinistra sono confermate dalla Flc/Cgil almeno quando parla fuori dai comunicati ufficiali come emerge dalle dichiarazioni rilasciateci in occasione della successiva disfatta parlamentare avvenuta un anno dopo, cioè in marzo 2005, quando si fece credere (ma pochi se lo ricordano) che si potesse eliminare il doppio punteggio con un decreto omnibus sulla pubblica amministrazione. Chi ricorda ancora il blitz notturno di Cossiga e Andreotti? E mentre molti precari danno in queste ore il peggio di sé come avevamo immaginato molto tempo fa, a noi piace ricordare come esempio di buona amministrazione e di intelligenza la decisione presa dall’istituto paritario provinciale pubblico “Fermi” di Modena che con coraggio e in solitudine si dissociò, nel luglio 2005, da una normativa palesemente folle.   


 

 

Altre notizie

 

Scrivi al sito

 

Su www.vincenzobrancatisano.it