Gravi accuse dell’Udc contro la deputata comunista, ma in pochi ci credono
Punteggio di montagna? “Tutta colpa di
Titti De Simone”
Brocca e il ministro Giovanardi firmano la petizione contro il
raddoppio dei punti
Il centrosinistra promette: “Cancelleremo le norme sul nuovo
reclutamento dei prof”
3 aprile 2006 – “La colpa del superpunteggio di montagna è stata di Titti De Simone”. E’ questa la gravissima
accusa che Beniamino Brocca, responsabile scuola
dell'Udc, ha lanciato a Modena, dopo le ripetute insistenze del giornalista Vincenzo Brancatisano. Il
cronista lo ha incalzato chiedendogli il nome e cognome della personalità politica
che nel corso del convegno organizzato a Modena dalla Gilda veniva
indicata da Brocca e dal ministro Carlo Giovanardi (relatori) come il
responsabile dell’articolo della Legge 143 del
2004 che ha introdotto il contestato superpunteggio della montagna.
Brancatisano ha ricordato a Brocca che la legge 143 del 2004 rappresentava la conversione di
un decreto del Governo, ma Brocca e Giovanardi hanno
ribadito che la responsabilità era dell’on. De Simone che avrebbe insistito per
l’introduzione dell’emendamento. I presenti non hanno creduto alle affermazioni
contro la deputata comunista e francamente sembravano
battute da bar. Brancatisano ha insistito, tra l’incredulità generale, e ha
chiesto inutilmente a Brocca di indicare se si riferiva alla legge 143 del 2004
o piuttosto alla seconda puntata della sceneggiata parlamentare sul
superpunteggio della montagna, andata in onda un anno dopo, nel 2005, in
occasione dell’approvazione del decreto
“marchette” omnibus. In
quell’occasione il Senato, dopo le decise proteste dei precari, aveva abrogato
la norma della legge 143/2004, che un anno prima aveva
introdotto il superpunteggio della discordia, limitandolo ai precari che
lavorano in carcere e ai maestri di montagna, come avevano
ottenuto Cossiga e Andreotti con un blitz dell’ultima ora. Il tutto avrebbe
dovuto essere efficace a partire dall’anno scolastico
2005-2006, e avrebbe lasciato intatti i premi finora acquisiti. Ma con una
decisione a sorpresa i deputati (destra e sinistra insieme,
con solo 10 voti contrari) avevano poi cancellato la modifica del Senato e
tutto era tornato come prima. I deputati hanno ritenuto inopportuno restringere
il superpunteggio alle due citate categorie: maestri e docenti in carcere. Così
l’opposizione ha prima votato assieme alla maggioranza contro l’emendamento del
Senato. E poi s’è poi fatta intrappolare poiché è
stata tecnicamente preclusa la successiva votazione di un emendamento di Titti De Simone (Prc) con il quale si
chiedeva la soppressione radicale del superpunteggio. Ci si riferiva forse a
quest’ultima iniziativa non riuscita della De Simone
l’Udc Brocca? Non è dato sapere. Certo, un anno prima, la De
Simone aveva esultato assieme ad Alba Sasso e
a Enrico
Panini, leader dell’allora Cgil scuola, pochi minuti dopo l’approvazione
della legge 143, sia pure per altri motivi. Avevano sconfitto il governo,
secondo loro. La De Simone era riuscita a fare
approvare un altro emendamento contestato, quello del servizio aspecifico. Ma
torniamo a oggi. Lasciato il
riuscitissmo
convegno, durante il quale la Gilda è riuscita a spuntare dal centrodestra
e dal centrosinistra importanti promesse (separazione della carriera dei
docenti) e l’abolizione delle norme sul nuovo reclutamento dei docenti
(promessa dell’assessore regionale Ds Mariangela Bastico), sia
il ministro Giovanardi sia Brocca hanno firmato la
petizione contro il superpunteggio della montagna.
Da una verifica sulle firme eseguita da Brancatisano sugli atti ufficiali,
però, risulta che i due si sono fatti stranamente identificare con la qualifica
di “pensionato” ed è questa la
dicitura che accompagna la propria firma sui fogli della petizione. Ha firmato
la petizione anche l’assessore Bastico, che ha detto: “Mi pare giusto che in
questo momento
io mi qualifichi invece come assessore, quale sono”.



Così dissero. E scrissero
(Resoconto stenografico Camera dei Deputati, 26.5.2004, pag.23,
ndr.) EMERENZIO BARBIERI, Relatore per la XI Commissione.
Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere favorevole sull'emendamento
Titti De Simone 1.17, nonché sull'emendamento Sasso
1.40 se ne viene accettata la seguente riformulazione: «Si
intendono come scuole di montagna quelle di cui almeno una sede è collocata in
località situata sopra i 600 metri dal livello del mare».
Leggi l’interrogazione
parlamentare di Titti De Simone sul superpunteggio di montagna e la
risposta del ministro Giovanardi
su www.vincenzobrancatisano.it