Dati allarmanti per i traumi causati dallo scoppio improvviso  

La strage silenziosa dei tappi nell’occhio

Il Lambrusco in un inquietante studio del Policlinico di Modena

Una donna colpita da un tappo di una bottiglia al supermercato

Le rivendicazioni dell’Associazione Nazionale Amici Tappolesi




Lussazione del cristallino in camera vitrea da trauma da tappo di bottiglia.

Nella foto del professor Gian Maria Cavallini, autore dello studio, si vede

il cristallino sceso “a sole calante”

 

 

Di Vincenzo Brancatisano  

 

18 FEBBRAIO 2007 – Altro che monumento in vetro di Murano. Il Lambrusco di Modena potrebbe ricevere un avviso di garanzia per lesioni gravi. Abbiamo scoperto che una percentuale altissima di ricoveri ospedalieri presso il Pronto soccorso oculistico del nostro Policlinico è dovuta a traumi oculari da tappo di bottiglia di Lambrusco. Il tipico vino frizzante prodotto nel Modenese è finito su Pub-Med, la banca dati mondiale medico scientifica, perchè, specie nei mesi a ridosso dell’imbottigliamento, è in grado di trasformarsi in un grave pericolo per la sicurezza e l’incolumità personale a causa dei danni prodotti da tappi che esplodono non appena le bottiglie vengono mosse e finiscono negli occhi a una velocità di 55 chilometri l’ora. Tanto che la comunità scientifica ha chiesto un sostegno alle agenzie pubblicitarie durante le campagne di reclamizzazione dei vini, come ha scritto nel 2003 Paola Luciana Calasso nella sua tesi di laurea in Medicina presso l’università di Modena. In quella tesi veniva rilanciato uno studio condotto a Modena dal professor Gian Maria Cavallini, Direttore Struttura Complessa dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Modena, e apparso poco prima sulla rivista “European Journal of Ophthalmology” con il titolo “Traumi oculari da tappo di bottiglia”. La lunga lista di conseguenze cui un trauma oculare dà origine – emerge dallo studio – deve far riflettere “sulla necessità di introdurre un regolamento per la sicurezza inerente il vino, le bottiglie e la produzione dei tappi” e “delle misure che siano in grado di prevenire le lesioni oculari causate dai tappi di bottiglia”. E ancora: “Visto l’ampio consumo nel nostro Paese di queste bevande risulta a questo punto chiara la necessità di una diffusione dei risultati ottenuti da questo studio all’intera popolazione”. Il fenomeno è costantemente monitorato al Policlinico dall’equipe di Cavallini e i dati sono stati appena aggiornati con gli incidenti avvenuti fino a giugno 2006. Uno studio retrospettivo aggiornato è stato presentato da Cavallini al Congresso mondiale di traumatologia oculare a Roma nell’estate 2006. Nel lungo periodo è stato così possibile valutare meglio l’incidenza della stagionalità sugli incidenti e avere una migliore percezione delle conseguenze anatomico funzionali del trauma oculare da tappo. Tra i pazienti colpiti –  ci rivela Luca Campi, medico oculista dello staff di Cavallini – c’è pure una donna che ha perso l’occhio dopo essere stata investita violentemente da un tappo partito da una bottiglia esposta in uno scaffale di un supermercato di Mirandola. E’ solo uno tra i tanti episodi che sembrano singolari ma che conducono drammaticamente in ospedale. I traumi oculari da tappo di bottiglia – secondo lo studio di Cavallini (firmato anche da N. Lugli, L. Campi,  L. Pagliani, P. Saccarola), sono responsabili del 10,8 per cento di tutti i ricoveri presso il Dipartimento di Oftalmologia del Policlinico di Modena. Ma la statistica è sottostimata perché in ospedale finiscono solo i casi gravi, né vi si presentano i bersagli sfiorati o le persone che preferiscono far da sé. Alcuni mesi orsono un modenese è stato colpito dalla violenza di un tappo partito da una bottiglia che era stata appena presa in mano per essere portata a tavola in una serata tra amici. L’uomo, secondo la testimonianza che abbiamo raccolto, pur essendo stato ferito all’occhio ha preferito medicarsi da solo. E ancora: a dicembre scorso in un ristorante del quartiere Buon Pastore il tappo di una bottiglia di champagne ha colpito violentemente la plafoniera sul controsoffitto dopo essere esploso appena la bottiglia è stata presa in mano da un neolaureato che festeggiava con i parenti. E’ pure nata l’Anat, Associazione nazionale tappolesi. Sembra un film dell’orrore ma c’è poco da scherzare stando ai dati relativi ai danni. E che esista un caso Modena è dimostrato dal fatto che Cavallini prima di arrivare nella nostra città, dov’è diffuso il vino frizzante, non aveva mai notato il problema. La fermentazione del Lambrusco produce una pressione che cresce con la temperatura esterna, specie nei periodi vicini all’imbottigliamento, come emerge dal grafico che segnala come a rischio i mesi tra settembre e dicembre. “Si tratta di situazioni che possono non dare problemi – spiega Cavallini – ma quando li danno sono problemi seri. Non bisogna fare allarmismi, ma la precauzione che consiglio è quella di fare molta attenzione quando si preleva una bottiglia, specie se il Lambrusco è prodotto in casa. L'atmosfera è molto alta e può far sì che l'esplosione sia incontrollata. L’altra precauzione da prendere è quella di aprire lentamente la bottiglia, non scuoterla, e fare molta attenzione una volta aperta la gabbietta metallica”.  Ed ecco i dati dello studio del professor Gian Maria Cavallini. Tra gennaio 99 e giugno 2006 su 350 pazienti ammessi al pronto soccorso oculistico del Policlinico di Modena come traumi oculari, la metà erano traumi contusivi, e 28 su 350 erano traumi da tappi di bottiglia. Diciassette pazienti erano uomini, 11 femmine, l’età media era di 48 anni. Diciotto hanno subìto un trauma all’occhio destro, 10 all’occhio sinistro, differenza giustificata dal fatto che la bottiglia viene prelevata più frequentemente con la mano destra. Tutti i pazienti sono stati colpiti dal tappo mentre aprivano la bottiglia, sempre in posizione verticale. Tutte le bottiglie coinvolte contenevano vino frizzante, in 9 casi si trattava di vino bianco spumante, 19 contenevano Lambrusco rosso. In quest’ultimo caso, 12 erano bottiglie commerciali, in 7 casi il vino era stato fatto in casa. Alta prevalenza di incidenti in ottobre, al tempo della fermentazione e in gennaio in occasione delle festività. I tappi erano10 in plastica bianca, 9 di sughero classici, 9 di metallo a forma corona. Il più pericoloso è risultato quello di plastica bianca, seguito da quello in sughero e tipo corona. Il trauma da tappo è contusivo con una compressione seguita da una decompressione e può danneggiare le strutture oculari. Lo studio modenese ha registrato 20 pazienti con ipoema (emorragia nella camera anteriore dell’occhio), 7 con danno alla cornea, 8 con danno all’iride, 7 con danni al cristallino. Di questi pazienti, 23 sono stati curati con terapia medica, 5 con terapia chirurgica con vitrectomia e impianti di cristallino artificiale.  Tra gli altri effetti: cataratte traumatiche, lussazione del cristallino, emorragie retiniche e vitreali. La neonata Anat (Associazione nazionale tappolesi con sito internet http://amicitappolesi.supereva.it fa pressione perché vengano emanate norme di sicurezza nell’imbottigliamento e parla di 500 incidenti con grave contusione da tappo al bulbo oculare censiti da 32 oculisti nella sola Emilia Romagna. “Anche se non hanno alcun valore statistico”, spiegano i pazienti dell’Anat, “i dati confermano che è costante e analogo il nesso di causalità tra difetto delle bottiglie prive del congegno di sicurezza e la gravità degli incidenti cui danno origine. Ciò basta  perchè  la legge consenta che si proceda alla rifusione del danno”.   [L’inchiesta di Brancatisano è consultabile anche sulla Gazzetta di Modena del 18 Febbraio 2007]


 

 

 

 

Altre notizie

 

Vecchie nuove

 

Scrivi al sito

 

Su www.vincenzobrancatisano.it