Tutti bocciati
Di Vincenzo Brancatisano
Modena – 22 giugno 2006 - In
una classe ne hanno bocciati quindici. E’ successo in
una prima dell’istituto professionale Cattaneo-Deledda. Ma
non è un evento, perché sui tabelloni delle scuole superiori della città
c’è un’ecatombe. Le classi nelle quali sono stati bocciati
undici, dodici studenti, sono tante e riguardano soprattutto il primo biennio,
specie la prima classe. Se ne contano per esempio all’Istituto tecnico Corni,
oppure presso l’omonimo istituto professionale, oppure ancora all’Ipa Spallanzani di Castelfranco, dove confluiscono molti
studenti di Modena. Quelle che non si contano sono le classi dove hanno
bocciato cinque, sei, sette studenti e oltre. I veri promossi sono pochissimi,
mentre spicca il numero dei falsi promossi, cioè con
debito contratto in molte materie. La legge sulla privacy obbliga in questi
casi le scuole a esporre il 6 (con asterisco) al posto
del 3 o del 4 o del 5, in attesa che nuove ondate
di buonismo portino al divieto di pubblicazione dei
tabelloni, come chiede il provveditore di
Como, quasi che la collettività non abbia il diritto di conoscere il grado di
efficienza del proprio costoso sistema scolastico e che lo studente non abbia
il dovere di crescere, prima o poi. Un tempo rimandato a settembre con
disonore, oggi lo studente rimasto indietro in una, due,
tre o quattro materie, viene promosso con
“omertà”. E invece la collettività dovrebbe riappropriarsi delle sorti
della scuola, perchè il fallimento di questi ragazzi, illusi da un malinteso
diritto al successo formativo, potrebbe presentare presto un conto salato. “Non
uno di meno” è il nobile slogan che anima la riforma scolastica regionale
voluta negli anni scorsi dal neo vice ministro Mariangela Bastico. E’
l’applicazione normativa di un degno principio che pervade gli sforzi dei
legislatori e che se tradotto in pratica contribuirebbe a garantire il diritto
all’istruzione e dunque alla dignità a tanti esclusi. Ma
le cose, è inutile nasconderselo, non vanno bene, e i numeri sono lì a
ricordarlo. C’è un numero imponente e progressivo di studenti che si dimostra
refrattario all’istruzione. E’ costituito in gran parte di studenti, di tutte
le fasce sociali, che non hanno alcuna voglia di studiare, che disturbano e che
i professori non riescono a recuperare, neppure quando
sono dotati di buone capacità. Vi si aggiungono studenti privi dei prerequisiti
necessari per iniziare la scuola superiore. Costretti per legge a stare tra i
banchi, capaci di comprendere solo poche decine di vocaboli tra quelli di una conversazione
(e non è colpa loro), perdono il filo della lezione dopo pochi giorni a meno che i professori non ripartano dal programma delle
medie, a discapito di chi vorrebbe istruirsi. Quanto ai
diplomati, pochi esprimono una buona preparazione, come denunciano i presidi
delle sempre più facili università dove una tesi di laurea si fa ormai in due
settimane. Ma pare che l’importante sia il
numero dei diplomi e delle lauree. (Pubblicato su www.vincenzobrancatisano.it e sulla
Gazzetta di Modena del 21 giugno 2006)
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