La Viceministro
descrive il destino dei provvedimenti sull’istruzione
Cosa succede ora alla scuola? Parla la Bastico
Anticipiamo la
newsletter che verrà pubblicata a breve sul suo
sito web

15 febbraio 2008
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Care amiche e cari amici, Andiamo avanti! Facciamo la nostra parte fino in fondo. Dal primo momento della crisi di Governo - il 24 gennaio, nell'aula del Senato,
tra schiamazzi, bottiglie di spumante stappate dai Senatori del Centro Destra,
nel mezzo di uno spettacolo davvero indecoroso e pessimo che alcuni rappresentanti
dei cittadini stavano dando di sè, della politica e delle istituzioni - il
primo pensiero che mi è venuto alla mente è stato: "E ora che cosa
succederà dei provvedimenti, delle cose che stiamo realizzando con e per la scuola?
che cosa si bloccherà?" Mi sono chiesta anche che cosa stessero pensando gli insegnanti, gli
studenti, i dirigenti scolastici di questa crisi. Preoccupazione? Sollievo?
Indifferenza? Alcune risposte a questi interrogativi mi sono giunte attraverso
le vostre mail, che, nella maggior parte dei casi, rilanciavano interrogativi,
dubbi, sconcerto e un senso di smarrimento. Anche diversi giornalisti hanno da subito cercato di capire cosa avrebbe
determinato questa crisi per la scuola. Vi rimando ad alcuni articoli: Ora che lo scenario politico-istituzionale e le tempistiche sono chiare,
e purtroppo conducono a imminenti elezioni, è possibile delineare con
precisione il quadro di ciò che può andare tranquillamente avanti; di ciò che
il Governo Prodi, pur nell'ordinaria amministrazione, potrà realizzare ancora
per la scuola; di ciò che invece verrà bloccato, speriamo in modo non
definitivo. Rimane, infatti, la grande incognita del nuovo Governo! La scuola è un sistema enormemente complesso, che coinvolge 8 milioni di
studenti e di famiglie, oltre 1 milione di docenti ed Ata, e produce un bene
immateriale di straordinaria rilevanza, quale l'istruzione e l'educazione. Ha, quindi,
bisogno di tempi lunghi, di stabilità e di serenità nei suoi necessari processi
di cambiamento. Nulla è più negativo di continui "stop and go", che generano
sfiducia e demotivazione, quindi, immobilità e rischi di perdita di qualità. E' utile, quindi, chiarire per quanto possibile la situazione. Ed è per
me essenziale invitare fortemente i docenti e i dirigenti scolastici ad andare avanti.
L'auspicio è che si determinino, qualunque sia la maggioranza parlamentare e di
Governo, le condizioni per proseguire in una logica di stabilità e di
costruzione, e non di demolizione di quanto realizzato. Mariangela Bastico � definitivamente
approvati e in vigore, applicabili senza necessit�
di ulteriori norme di attuazione � � � approvati e
in via di attuazione, pur con modalit� sperimentali � � � da attuare,
pur in questa fase di ordinaria amministrazione, per garantire il buon
funzionamento della scuola e il rispetto di leggi a valenza pluriennali � � � provvedimenti
da definire, in attuazione di leggi vigenti, attraverso norme
regolamentari, che devono avere il parere delle commissioni parlamentari � � � definitivamente
decaduti, in quanto progetti di legge che non hanno completato l'iter
parlamentare � � | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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