L’istruzione a un passo dal fallimento

Supplenze, addio stipendi

Sono finiti i soldi, a rischio i pagamenti



Foto di Vincenzo Brancatisano

 

Di Vincenzo Brancatisano

 

16 Gennaio 2009 – Scuole sull’orlo della bancarotta. A rischio stipendi per supplenti e pagamenti per materiali e bollette. La situazione è gravissima, sono finiti i soldi per la scuola. Molti docenti stanno lavorando gratis. E’ ancora presto per dare ragione alle previsioni di Beppe Grillo (ma ci ha sempre preso, su quasi tutto, in materia di economia) secondo il quale da ottobre 2009 gli insegnanti, anche quelli di ruolo, non riceveranno più lo stipendio. Ma stando alle denunce di queste ultime ore, non c’è di che stare allegri, se anche il Direttore Didattico Franco Fondriest, sempre cauto e serio nelle sue dichiarazioni, esprime preoccupazione. Qui sotto due articoli della Gazzetta di Modena di oggi.

 

 

 

 

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Gazzetta Di Modena, 16 Gennaio 2009

Scuole statali verso la bancarotta 

Il Ministero non paga, a rischio supplenze e forniture 

 

di Davide Berti

 

 Le scuole modenesi non hanno più soldi e non possono più pagare i supplenti, le forniture di materiali e alcuni istituti stanno addirittura pensando di indebitarsi con le banche. E’ il triste scenario in cui versa anche la scuola modenese, parliamo di istituti statali, soprattutto le scuole dell’infanzia e le elementari della provincia che mediamente vantano crediti con lo Stato, accumulati dal 2006 ad oggi, di circa 120mila euro a istituto. Ma il Ministero della Pubblica Istruzione non paga e le scuole restano senza liquidità. E a rimetterci è la qualità dell’offerta formativa.

 Stefano Colombini del sindacato Flc/Cgil, il primo a lanciare l’allarme, è stato chiaro: «La situazione è gravissima. In termini concreti e pratici sono proprio finiti i soldi: le scuole non ne hanno per pagare le supplenze e le forniture». Il problema si trascina dal giugno 2006, da quando il Ministero ha chiuso il rubinetto dei trasferimenti aprendo delle linee di credito con le scuole che si accumulano a parole ma non in pratica, e cioè sul conto corrente della scuola: «Il problema non è lo stipendio dell’insegnante di ruolo che viene pagato direttamente da Roma. E nemmeno quella della supplenza annuale, che dipende sempre direttamente dal Ministero. I guai seri cominciano adesso, nella stagione delle influenze quando le malattie per forza aumentano. E le supplenze per periodi limitati sono pagate anticipatamente dalla scuola, che poi dovrebbe essere rimborsato dal Ministero. Ma questo da tre anni a questa parte non succede. Oggi molti non possono più nominare supplenti per sostituire l’insegnante titolare assente e vengono utilizzati gli altri insegnanti compresenti in servizio per la sostituzione. Ciò penalizza inevitabilmente i progetti di recupero per gli studenti in difficoltà e quelli di qualificazione didattica che vengono così accantonati. Anche i bidelli non possono essere sostituiti, con rischi sulla vigilanza e sull’assistenza agli alunni disabili, oltre che disservizi nelle pulizie».

 Anche la Cisl ieri è scesa in campo al fianco delle scuole: «La situazione - attacca il segratrio provinciale di Cisl Scuola Luigi Belluzzi - è talmente grave che ritengo indispensabile un’iniziativa bi-partisan per affrontare e risolvere i problemi di cassa delle nostre scuole. Pertanto - spiega Belluzzi - invito il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Gino Malaguti a convocare con urgenza le organizzazioni sindacali, i parlamentari e i consiglieri regionali modenesi, il presidente di Rismo (la rete delle scuole materne, elementari e medie modenesi) prof. Renato Luisi, la presidente di Asamo (la rete delle scuole superiori) prof. Mariangela Cedolin e il presidente della Provincia Emilio Sabattini». Belluzzi aggiunge che le difficoltà delle scuole modenesi sembrano essere più gravi rispetto al resto della regione.

 Il dirigente scolastico Gino Malaguti ha già posto il problema a Roma: «Sicuramente la questione della carenza di denaro all’istruzione è un problema nazionale. Certamente nella nostra provincia ci sono gravi problemi legati alla liquidità a disposizione per il pagamento dei supplenti - spiega Malaguti - purtroppo la carenza di denaro a disposizione degli istituti scolastici è una questione che si ripresenta ogni volta che viene approvata una finanziaria». Il dirigente infatti sottolinea che «attualmente è in vigore la finanziaria del centrosinistra approvata a fine 2007, già portatrice di tagli, per la finanziaria 2009 dell’attuale governo di centrodestra vediamo confermata questa politica. Stiamo già aspettando la risposta del Ministero - confessa Malaguti - che a fine dicembre ha iniziato un censimento dello delle scuole pubbliche non chiudendo alla possibilità di aumentare in alcuni casi il budget messo a disposizione alle singole scuole».

 

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«Spese per 150mila euro che Roma non copre»

 

 

 Franco Fondriest è un dirigente scolastico esperto. Da direttore dell’ottavo circolo modenese ha ben presente quella che è la situazione dei singoli istituti da lui “sorvegliati”. «Non sono chiacchiere - attacca - è proprio un problema di soldi che limita o annulla la progettualità e la qualità dell’insegnamento». Fondriest è un fiume in piena: «Mi capita a volte di essere in contrasto con quanto affermano i sindacati, perché l’allarmismo esasperato non è nel mio carattere. Ma il caso che hanno fatto emergere e portato alla luce ha purtroppo più di un fondamento ed è una preoccupazione legittima. Il problema vero è che non se ne vede una via d’uscita: il credito è consolidato, ma l’insolvenza da parte dello Stato non fa che aumentare».

 Per spiegare lo scenario d’emergenza che si è prefigurato in questi mesi bisogna fare un passo indietro di qualche anno. Fino agli anni Novanta le cose erano molto più semplici: dal Ministero arrivavano tanti soldi per le supplenze quanti effettivamente la scuola ne aveva spesi. Arrivavano a fine anno, ma erano sicuri. Da qualche tempo, invece, le cose sono cambiate.

 Col ministro Visco, infatti, partì una riforma così detta “a budget”: in base a determinati parametri uguali per tutti gli istituti, dall’anno scolastico 2004/2005 si trasferire alle singole scuole un budget predefinito, indipendentemente da quanti soldi questa poi spenderà per le supplenze: «Il problema - continua Fondriest - è che questo budget era da subito ovviamente inferiore rispetto al bisogno, e negli anni si è anche ridotto, fino ad un terzo nell’importo complessivo».

 Fondriest spiega il caso del suo circolo: «Lo scorso anno, tanto per fare un esempio, alla voce supplenze siamo arrivati alla cifra di 150mila euro, mentre il budget è soltanto di 50mila euro. Poi ci dicono: ne avete a disposizione 50, potete sforare ma non superare i 100. Questo succedava l’anno scorso. Quest’anno lo sforamento si è ridotto a 75mila euro. E poi il problema è che comunque i soldi non arrivano. E non ci sono segnali rassicuranti di particolari ravvedimenti. Il budget è sbagliato e si dovrebbe valutare il caso di ogni singola scuola. Come può un dirigente scolastico prevedere le malattie delle sue insegnanti? In parte l’intervento di Brunetta aiuterà nella riduzione delle supplenze, ma noi siamo lì a dover fare scelte complicate e spesso obbligate. E non nominare un supplente significa diminuire la qualità dell’offerta scolastica dei nostri ragazzi. E’ l’ultima cosa che vogliamo, ma capita che non sappiamo come pagarli. Senza dimenticare che a Modena siamo fortunati, perché la nostra amministrazione è generosa con le scuole: ci danno fondi che potremmo utilizzare per altre attività che qualificherebbero ulteriormente il sistema, ma da amministratori li accantoniamo per le supplenze». (d.b.)

  

 



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