C’è un balzello nascosto in busta paga 

 Sanno i dipendenti pubblici di pagare un prelievo solidarietà Inpdap? Abolizione del silenzio assenso: Leggi l’aggiornamento

Abolizione del silenzio assenso: Leggi l’aggiornamento

 



Di Vincenzo Brancatisano

 

14 GIUGNO 2007 – Dipendenti pubblici, in servizio o in pensione: occhio alla busta paga. Tra le pieghe dei numeri c’è un balzello occulto che colpirà a vita i malcapitati a meno che non se ne accorgano e facciano espresso reclamo. Chi se ne fosse accorto leggendo la Gazzetta Ufficiale numero 83 del 10 aprile scorso, starà dormendo sonni tranquilli. Per tutti gli altri incombe il conto alla rovescia introdotto dal Decreto Ministeriale numero 45 del 7 marzo 2007, concernente il «regolamento di attuazione per l’accesso alle prestazioni creditizie agevolate erogate» dall’Inpdap. Il prelievo di soliderietà non è una novità, come ben sanno i dipendenti pubblici iscritti ai fini pensionistici presso l’ente e che possono individuare in busta paga il contributo alla voce «Fondo credito», come si può verificare nella figura pubblicata in questa pagina. Il prelievo serve a finanziare i prestiti agevolati e i mutui per la prima casa oltre che la cessione del quinto dello stipendio. Il nuovo regolamento ministeriale investe ora anche i pensionati e tutti i pubblici dipendenti (si pensi a chi è in carico all’Inps) che risultino iscritti presso enti previdenziali che siano diversi dall’Inpdap. Ripetiamo: la trattenuta è automatica e opera il discutibile meccanismo del silenzio assenso, tristemente conosciuto anche per i fondi pensione legati al Tfr. Citiamo dal DM: «I soggetti possono recedere dall’iscrizione entro il termine di sei mesi dal pagamento della prima mensilità di retribuzione o pensione sulla quale è stata applicata la ritenuta». Un’altra creazione di Padoa Schioppa-Prodi. L’opposizione non si oppone. E i sindacati? «Il Decreto Ministeriale in questione - ammette la Cgil - è un atto unilaterale del Ministero del Tesoro, è molto discutibile e si presenta come una manovra che ha lo scopo di rastrellare soldi dalle buste paga dei lavoratori. Non appena ne è venuto a conoscenza, il sindacato ha vivacemente protestato, ma questo è stato emanato ugualmente. Nella giornata di ieri sono state chieste garanzie all’Inpdap perché tutti i soggetti interessati siano messi rapidamente a conoscenza». Va ricordato che il prelievo già colpisce tutti i dipendenti pubblici assunti con contratto a tempo determinato, cioè i precari. Ai quali però, nel silenzio dei sindacati, è vietato espressamente dal competente regolamento chiedere di accedere al mutuo agevolato per l’acquisto della prima casa, che pure finanziano, magari senza saperlo. Mentre chi è di ruolo può acquistare "agevolmente" anche il secondo immobile. [L'articolo di Brancatisano è consultabile anche sulla Gazzetta di Modena del 14 giugno 2007]





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